Live at the Olympia ’96

Recensione di Antonio Costa Barbè
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Diventati ormai una istituzione permanente nell’Olimpo dell’hard rock, i pluridecorati e pluricinquantenni Deep Purple, forti della nuova presenza del chitarrista Steve Morse che ha regalato linfa al quintetto, proseguono per il loro ineguagliabile cammino, sfornando un disco di studio ogni due anni.

Diversamente, la sete dei fans viene mitigata con celebrazioni ‘live’ audio-video. E’ appunto il caso di questo doppio CD -che riproduce fedelmente la scaletta dei concerti dello scorso anno- registrato a Parigi (ma i Deep fecero anche tappa anche in Italia, come consuetudine).

I concerti si aprono con Fireball e si chiudono oggi con Highway Star; nel mezzo i classici di sempre (Black night, Smoke on the water, Woman from Tokyo, Perfect strangers; aboliti Child in time e Strange kind of woman), qualche inatteso ripescaggio (Pictures of Home, When a blind man cries) e una manciata di pezzi forti dall’ultimo album “Purpendicular”.

Mr. Gillan è sempre in buona forma, e gli amici della band non sono da meno: in particolare John Lord dà il meglio di sé alle tastiere, stimolato dal felice tecnicismo chitarristico di Morse.

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