Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

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Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da GIORGIO.MARCATO » lunedì 30 novembre 2015, 18:56

Sembrava ormai solo un ricordo ingiallito, il Blackmore che ci ha svezzato e avvicinato al rock. Il suo ritorno in pompa magna, anche se purtroppo effimero, ci dà modo di tornare a pensarlo come ci piace di più, immaginandolo con il chitarrone da Smoke on the Water in spalla. Chi vuole dire la sua, qui si può. Se credete calibro meglio il titolo, suggerite pure! :wink:

Se lo vedete un doppione dell'altro 3d, cancello subito.
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da dipparl » lunedì 30 novembre 2015, 19:13

Fatico a scrivere in modo organizzato ed esaustivo i pregi. Lascio che siano sottintesi e da tutti condivisi, su un forum di amanti dei Deep Purple. No?

I difetti son più facili da sviscerare. Anche perché in realtà più che sviscerarli, lui stesso li ha sempre messi ben in evidenza, bene o male.
Fissità nelle scaletta dei concerti; chiusura totale all'esecuzione live di svariati capolavori (When a blind man cries, Fools e Pictures of Home gridano vendetta ancora oggi dopo 40 e più anni); scarso rispetto per i fan in molti concerti (qualcuno si balocca con la "imprevedibilità"...ma sta di fatto che sminchiare telecamere suonando a cazzo Highway star, non uscire per i bis, suonare 2 ore o 50 minuti in base alla luna che ha non è esattamente molto rispettoso dei fan...); discutibile desiderio di fare rock più da classifica, che l'ha portato a snaturare un po' sé stesso e le band (purtroppo per lui, tra i tanti pregi, non ha avuto la capacità di essere un songwriter molto "radiofonico", salvo rari episodi...e per me è stato un bene, nel complesso, per la qualità dei Deep Purple soprattutto). Non apro nemmeno la parentesi sui rapporti con Gillan e altri...

Queste sono le prime cose che mi vengono in mente. Non poche, non da poco. Però è sempre il Divino Blackmore, e non ce n'è per nessuno.
Non si dice "La copertina di In Rock sembra Mount Rushmore"
si dice "Mount Rushmore sembra la copertina di In Rock"

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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da Fabio » martedì 8 dicembre 2015, 13:03

I pregi penso siano noti a tutti: grandissime capacità di songwriting, un suono stupendo, un'abilità unica nel saper creare con la stessa facilità riff e assoli immortali, e su tutto le sue grandissime doti di improvvisatore. In ambito hard and heavy è probabilmente il chitarrista più influente in assoluto, l'importanza del solco che ha tracciato negli anni '70 (sia con i Deep Purple che con i Rainbow) è difficilmente calcolabile. Praticamente quasi tutto quello che sentiamo oggi paga un tributo più o meno grande alla musica di Blackmore.
Per quanto riguarda i difetti, credo siano essenzialmente due: il primo risiede nel fatto che per dare il meglio ha sempre avuto bisogno di avere intorno a sé una situazione di tensione. Questo ha portato a cambi di formazione frequenti con la conseguenza di vedere line up stupende brillare per un periodo limitato di tempo. Quando ha lavorato in un clima più sereno ha prodotto cose assai meno memorabili, e il capitolo Blackmore's Night ne è la dimostrazione più evidente.
Il secondo è l'incapacità di giudicare la sua stessa musica. Blackmore ritiene Slaves and Masters uno dei migliori album dei Deep Purple e non lo dice per provocazione né per difendere quella che fu una sua scelta, ne è davvero convinto. Anche il fatto che non abbia mai voluto suonare dal vivo capolavori immortali come Gates of Babylon, Pictures of Home, When a Blind Man Cries, Fools ecc. la dice lunga sul gusto nei confronti di quello che lui stesso ha scritto. Credo che questo si sia riflettuto nella staticità della scaletta e abbia contribuito a far sì che il successo ottenuto sia stato sì grande, ma non quanto avrebbe meritato.
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da purpleangel » mercoledì 9 dicembre 2015, 14:21

Difetti??!! :)
Scherzi a parte non trovo che per esempio non suonare certi pezzi sia un difetto, semplicemente a lui non gli piacciono più di tanto e quindi non gli va di suonarli come logico che sia. Anche il difetto della tensione non lo vedo tanto, anzi ha sfornato la maggior parte dei capolavori in momenti di serenità.
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da fabio q » mercoledì 9 dicembre 2015, 16:11

purpleangel ha scritto:Difetti??!! :)

Quello di aver sciolto i Rainbow ed aver formato i BN :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da Fabio » sabato 12 dicembre 2015, 18:46

purpleangel ha scritto:Difetti??!! :)
Scherzi a parte non trovo che per esempio non suonare certi pezzi sia un difetto, semplicemente a lui non gli piacciono più di tanto e quindi non gli va di suonarli come logico che sia. Anche il difetto della tensione non lo vedo tanto, anzi ha sfornato la maggior parte dei capolavori in momenti di serenità.

Secondo me non suonare certe canzoni (e alcune sono veri capolavori del rock) significa non saper valorizzare quello che lui stesso ha prodotto. Così facendo ci ha privato della possibilità di ascoltare delle versioni che probabilmente sarebbero state delle autentiche perle. Non oso neanche immaginare come sarebbe stato l'assolo di When a Blind man cries se l'avesse suonata negli anni '70, oppure gli inseguimenti di Pictures of Home o Gates of Babylon (dai cazzo, non è normale rifiutarsi di suonare Gates of Babylon!). Per fare un paragone, è come se un produttore di vino piemontese nella sua cantina avesse il Dolcetto d'Alba e il Barolo e apprezzasse maggiormente il primo rispetto al secondo...
Per quanto riguarda le situazioni di tensione, intendevo dire che ha sfornato le cose migliori quando ha lavorato con gente con una forte personalità che sapeva dirgli di no (Gillan, Coverdale, Dio). Questo ha fatto sì che le collaborazioni con questi musicisti siano durate poco. Quando si è circondato di gente che lo assecondava in tutto è stato sì felice ma la musica ne ha risentito negativamente.
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da GIORGIO.MARCATO » sabato 12 dicembre 2015, 19:04

Bellissima Gates! Ha suonato molto poco anche Stargazer per la verità.
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da silvano » domenica 13 dicembre 2015, 16:19

Pregi: è un genio assoluto
Difetti: gli piace troppo la figa 8)
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da fabio q » domenica 13 dicembre 2015, 17:32

silvano ha scritto:Pregi: è un genio assoluto
Difetti: gli piace troppo la figa 8)

:lol: :lol: :lol:
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da purpleangel » lunedì 14 dicembre 2015, 15:02

Fabio ha scritto:
purpleangel ha scritto:Difetti??!! :)
Scherzi a parte non trovo che per esempio non suonare certi pezzi sia un difetto, semplicemente a lui non gli piacciono più di tanto e quindi non gli va di suonarli come logico che sia. Anche il difetto della tensione non lo vedo tanto, anzi ha sfornato la maggior parte dei capolavori in momenti di serenità.

Secondo me non suonare certe canzoni (e alcune sono veri capolavori del rock) significa non saper valorizzare quello che lui stesso ha prodotto. Così facendo ci ha privato della possibilità di ascoltare delle versioni che probabilmente sarebbero state delle autentiche perle. Non oso neanche immaginare come sarebbe stato l'assolo di When a Blind man cries se l'avesse suonata negli anni '70, oppure gli inseguimenti di Pictures of Home o Gates of Babylon (dai cazzo, non è normale rifiutarsi di suonare Gates of Babylon!). Per fare un paragone, è come se un produttore di vino piemontese nella sua cantina avesse il Dolcetto d'Alba e il Barolo e apprezzasse maggiormente il primo rispetto al secondo...
Per quanto riguarda le situazioni di tensione, intendevo dire che ha sfornato le cose migliori quando ha lavorato con gente con una forte personalità che sapeva dirgli di no (Gillan, Coverdale, Dio). Questo ha fatto sì che le collaborazioni con questi musicisti siano durate poco. Quando si è circondato di gente che lo assecondava in tutto è stato sì felice ma la musica ne ha risentito negativamente.


Se per suonare gates doveva magari togliere kill the king o man on the silver o 16th non era scegliere tra dolcetto e barolo ma tra barolo e barolo :)
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da The Lawyer » lunedì 14 dicembre 2015, 16:44

... in realtà era semplicemente avere il coraggio di far un concerto poco più lungo con un pezzo in più .... :doubt:
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da GIORGIO.MARCATO » martedì 15 dicembre 2015, 19:47

Dopo aver visto alcuni estratti dal dvd che girano in rete (sulla reunion dell'83, di cui dice che lui non aveva affatto bisogno, che i Rainbow stavano scalando le classifiche in America , ma che poi ha ceduto e dovevano smettere subito dopo - su "The House disastroso" - su Ian Gillan.. dice qualcosa d'altro, oltre che gli preferiva Rodgers? - sulla pop music), faccio fatica a provare simpatia. Enorme musicista, lo adoro, ma quella sua 'leggera' boria, quella sensazione di volere la superiorità verso l'intervistatore, il non rilassarsi mai, il modo di fare. Boh, sarò io che sbaglio, che non gli ho mai perdonato quei concerti in cui non cagava il pubblico, Verona e Forlì e pure qualcos'altro, ma mi fa sempre questo effetto a livello umano, il mitico Ritchie.

non so se sia una cosa del genere o altro...
https://www.youtube.com/watch?v=gTV5nUPuoHo
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da The Lawyer » mercoledì 16 dicembre 2015, 15:38

GIORGIO.MARCATO ha scritto:Dopo aver visto alcuni estratti dal dvd che girano in rete (sulla reunion dell'83, di cui dice che lui non aveva affatto bisogno, che i Rainbow stavano scalando le classifiche in America , ma che poi ha ceduto e dovevano smettere subito dopo - su "The House disastroso" - su Ian Gillan.. dice qualcosa d'altro, oltre che gli preferiva Rodgers? - sulla pop music), faccio fatica a provare simpatia. Enorme musicista, lo adoro, ma quella sua 'leggera' boria, quella sensazione di volere la superiorità verso l'intervistatore, il non rilassarsi mai, il modo di fare. Boh, sarò io che sbaglio, che non gli ho mai perdonato quei concerti in cui non cagava il pubblico, Verona e Forlì e pure qualcos'altro, ma mi fa sempre questo effetto a livello umano, il mitico Ritchie.

non so se sia una cosa del genere o altro...
https://www.youtube.com/watch?v=gTV5nUPuoHo


... come ti capisco ....
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Re: Ritchie Blackmore: pregi e difetti di un mito

da nerone » domenica 20 dicembre 2015, 12:43

Riassunto pregi e difetti di Blackomre:

è il miglior chitarrista Rock di sempre

è un gran cagacazzi
pirupiru? No grazie! ;-)
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