I Deep Purple e l'improvvisazione..

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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da Fabio » mercoledì 17 luglio 2013, 20:41

Per me la dimensione live è quella che ha reso i Deep Purple i più grandi. Credo che nessun'altra band abbia saputo migliorare così tanto i propri brani nel passaggio dallo studio al palco come hanno fatto i Purple. Oltre al discorso dei due solisti che avete già affrontato, credo che un ruolo fondamentale l'abbia avuto Gillan: per un cantante, replicare fedelmente le linee vocali dal vivo è già un successo (infatti ci riescono in pochi), Ian addirittura le migliorava e spesso cantava le proprie parti con più aggressività rispetto a quanto faceva in studio. Tutto questo, unito al tappeto ritmico di Paice, li ha posti una spanna sopra tutti, secondo me. In studio ci sono band che mi piacciono tanto quanto loro (per certi versi anche un po' di più), ma prendendo in considerazione la dimensione live, credo abbiano avuto oggettivamente (termine usato con tutti i limiti del caso) qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

Per quanto riguarda i Led Zeppelin, sono parzialmente d'accordo con le considerazioni di Magnum P.I. Assolutamente non erano scarsi (affermare questo sarebbe semplicemente falso), però è innegabile che la cura che mettevano in studio non è mai stata ripetuta dal vivo. Con l'eccezione di The Ocean, non c'è nessuna canzone dei Led Zeppelin che mi piaccia più dal vivo che in studio (per i Purple vale il discorso opposto). Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che gli assoli di Page spesso risultano un po' confusionari, senza una melodia ben definita, cosa che invece avveniva in studio (da gran compositore quale era, questo aspetto era sempre curatissimo), il secondo era la tendenza di Plant ad abbassare e appiattire (quasi le recitasse) le linee vocali, cosa che a volte risultava quasi fastidiosa (per me ovviamente), come ad esempio su Since I've been Loving You, forse la mia preferita in assoluto che però faccio davvero fatica ad ascoltare dal vivo.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da dagliStates » giovedì 18 luglio 2013, 0:30

silvano ha scritto:Ma seriamente, come si fa a criticare i Led Zeppelin dal vivo? È stata semplicemente la più grande rock Band del pianeta, cosa dovevano fare di più?



Eh eh eh, Silvano... con tutta la simpatia, l'affermazione e' un filo di parte....
Made In Japan l'hanno fatto gli zii, non I martelli divini,
Io non li ho mai visti dal vivo, ma non ho mai sentito
niente di paragonabile a MIJ nella discografia Zep.

Io non so se abbia un senso stabilire quale sia la piu' grande rock band del pianeta,
probabilmente no, ma se devo fare dei nomi quelli sono
Richie, Ian,Jon, Ian e Roger perche' per me una Child In Time come Made In Japan
non ha nulla da invidiare a Stairway to Heaven in tutti I live sentiti.

Se poi sono in minoranza, bon, me ne faccio una ragione e mi accomodo volentieri
dietro la lavagna con Magnum PI....
Ma quello che disse Jon Lord su MIJ che ho nella firma io lo sottoscrivero' sempre....


Alex

PS
Cio' non toglie ovviamente che dal vivo o in studio,gli Zeppelin li ascolto sempre volentieri
La mia e' solo una analisi comparativa.


Sui Pink Floyd, credo che Comfortably Numb dal vivo
potrebbe far cambiare idea al tuo colto fratello detrattore....
Mah, tanto lui al concerto ci andrebbe gratis :-)
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da silvano » giovedì 18 luglio 2013, 0:56

Magnum P.I. ha scritto:
silvano ha scritto:Magnum pi, se qua c'è qualcuno che ha assunto atteggiamenti arroganti sei tu. Madonna, che palle sti ultrà della musica...


Sei tu quello che ha detto che non si possono criticare i led zeppelin, quindi sei tu l'arrogante, arrogante nel senso letterale del termine, perchè ti arroghi il diritto di decidere per conto altrui chi si può criticare e chi no. Sei tu l'ultrà, quindi non rigirare la frittata. E la prossima volta prova a dire qualcosa di interessante, che a dire "ma come si fa e bla bla bla" lo sa fare anche mio figlio di tre anni.

Ma non ti vergogni?
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da silvano » giovedì 18 luglio 2013, 1:26

dagliStates ha scritto:
silvano ha scritto:Ma seriamente, come si fa a criticare i Led Zeppelin dal vivo? È stata semplicemente la più grande rock Band del pianeta, cosa dovevano fare di più?



Eh eh eh, Silvano... con tutta la simpatia, l'affermazione e' un filo di parte....
Made In Japan l'hanno fatto gli zii, non I martelli divini,
Io non li ho mai visti dal vivo, ma non ho mai sentito
niente di paragonabile a MIJ nella discografia Zep.

Io non so se abbia un senso stabilire quale sia la piu' grande rock band del pianeta,
probabilmente no, ma se devo fare dei nomi quelli sono
Richie, Ian,Jon, Ian e Roger perche' per me una Child In Time come Made In Japan
non ha nulla da invidiare a Stairway to Heaven in tutti I live sentiti.

Se poi sono in minoranza, bon, me ne faccio una ragione e mi accomodo volentieri
dietro la lavagna con Magnum PI....
Ma quello che disse Jon Lord su MIJ che ho nella firma io lo sottoscrivero' sempre....


Alex

PS
Cio' non toglie ovviamente che dal vivo o in studio,gli Zeppelin li ascolto sempre volentieri
La mia e' solo una analisi comparativa.


Sui Pink Floyd, credo che Comfortably Numb dal vivo
potrebbe far cambiare idea al tuo colto fratello detrattore....
Mah, tanto lui al concerto ci andrebbe gratis :-)

Chi avesse la pazienza di andare a leggere molti dei miei post su questi argomenti, sa che ho sempre ribadito un concetto fino alla nausea: che la musica non è una gara, va ascoltata e apprezzata per quello che è, e cercando di assimilare la poetica dell'artista che la esprime. Ecco perché mi fanno sorridere i tifosi, quelli che siccome amano un gruppo, detestano quello che vivono nella loro testa come "rivali". È un approccio risibile e culturalmente limitante. Ovvio poi che fra persone civili è anche bello avventurarsi in questi discorsi, lo si fa pour parler, perché siamo tutti un po' malati di rock.
E in questo senso, da sincero appassionato, mi da fastidio leggere approssimazioni e opinioni personali del tutto discutibili, spacciate per verità assolute. Ci vuole anche l'umiltà di ammettere che molto di ciò che non ci piace deriva da un nostro limite, mica dal fatto che abbiamo capito tutto della vita.
Nel caso dei Led Zeppelin, quando dico "la più grande rock Band" uso palesemente un'iperbole, rifacendomi soprattutto a come vengono considerati nell'immaginario collettivo.
Ma permettetemi una considerazione: nell'arte non valgono solo le emozioni del momento o i sentimenti personali. C'è una parte importante che è data, per così dire, da criteri oggettivi, quantificabili; sono valori unanimemente condivisi. Per farla breve, è praticamente impossibile affermare che Manzoni non sa scrivere, Fidia non sa scolpire, Mozart non sa comporre o Fritz Lang non sa girare. Sarebbe filologicamente scorretto, e chi ne avesse l'ardire dovrebbe farsi carico di stravolgere totalmente la storia delle arti così come la conosciamo. Così come non ha senso stilare delle classifiche, ché ogni artista, e ogni opera, costituiscono un universo al contempo a se stante e simbiotico con ciò che li circonda.
Ora, va be', la sto facendo troppo grossa per del semplice rock and roll, ma il concetto è quello.
E poi, per chi le vive bene, è anche bello perdersi in queste discussioni.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da fabio q » giovedì 18 luglio 2013, 1:29

Fabio ha scritto:Per me la dimensione live è quella che ha reso i Deep Purple i più grandi. Credo che nessun'altra band abbia saputo migliorare così tanto i propri brani nel passaggio dallo studio al palco come hanno fatto i Purple. Oltre al discorso dei due solisti che avete già affrontato, credo che un ruolo fondamentale l'abbia avuto Gillan: per un cantante, replicare fedelmente le linee vocali dal vivo è già un successo (infatti ci riescono in pochi), Ian addirittura le migliorava e spesso cantava le proprie parti con più aggressività rispetto a quanto faceva in studio. Tutto questo, unito al tappeto ritmico di Paice, li ha posti una spanna sopra tutti, secondo me. In studio ci sono band che mi piacciono tanto quanto loro (per certi versi anche un po' di più), ma prendendo in considerazione la dimensione live, credo abbiano avuto oggettivamente (termine usato con tutti i limiti del caso) qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

Per quanto riguarda i Led Zeppelin, sono parzialmente d'accordo con le considerazioni di Magnum P.I. Assolutamente non erano scarsi (affermare questo sarebbe semplicemente falso), però è innegabile che la cura che mettevano in studio non è mai stata ripetuta dal vivo. Con l'eccezione di The Ocean, non c'è nessuna canzone dei Led Zeppelin che mi piaccia più dal vivo che in studio (per i Purple vale il discorso opposto). Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che gli assoli di Page spesso risultano un po' confusionari, senza una melodia ben definita, cosa che invece avveniva in studio (da gran compositore quale era, questo aspetto era sempre curatissimo), il secondo era la tendenza di Plant ad abbassare e appiattire (quasi le recitasse) le linee vocali, cosa che a volte risultava quasi fastidiosa (per me ovviamente), come ad esempio su Since I've been Loving You, forse la mia preferita in assoluto che però faccio davvero fatica ad ascoltare dal vivo.

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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da silvano » giovedì 18 luglio 2013, 1:43

fabio q ha scritto:
Fabio ha scritto:Per me la dimensione live è quella che ha reso i Deep Purple i più grandi. Credo che nessun'altra band abbia saputo migliorare così tanto i propri brani nel passaggio dallo studio al palco come hanno fatto i Purple. Oltre al discorso dei due solisti che avete già affrontato, credo che un ruolo fondamentale l'abbia avuto Gillan: per un cantante, replicare fedelmente le linee vocali dal vivo è già un successo (infatti ci riescono in pochi), Ian addirittura le migliorava e spesso cantava le proprie parti con più aggressività rispetto a quanto faceva in studio. Tutto questo, unito al tappeto ritmico di Paice, li ha posti una spanna sopra tutti, secondo me. In studio ci sono band che mi piacciono tanto quanto loro (per certi versi anche un po' di più), ma prendendo in considerazione la dimensione live, credo abbiano avuto oggettivamente (termine usato con tutti i limiti del caso) qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

Per quanto riguarda i Led Zeppelin, sono parzialmente d'accordo con le considerazioni di Magnum P.I. Assolutamente non erano scarsi (affermare questo sarebbe semplicemente falso), però è innegabile che la cura che mettevano in studio non è mai stata ripetuta dal vivo. Con l'eccezione di The Ocean, non c'è nessuna canzone dei Led Zeppelin che mi piaccia più dal vivo che in studio (per i Purple vale il discorso opposto). Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che gli assoli di Page spesso risultano un po' confusionari, senza una melodia ben definita, cosa che invece avveniva in studio (da gran compositore quale era, questo aspetto era sempre curatissimo), il secondo era la tendenza di Plant ad abbassare e appiattire (quasi le recitasse) le linee vocali, cosa che a volte risultava quasi fastidiosa (per me ovviamente), come ad esempio su Since I've been Loving You, forse la mia preferita in assoluto che però faccio davvero fatica ad ascoltare dal vivo.

Condivido in toto, soprattutto l'analisi dei DP.

Io invece solo parzialmente: lo stravolgere e il "migliorare" i pezzi dal vivo è una caratteristica di praticamente tutti i gruppi degli anni 70. Ovviamente i DP, essendo musicisti immensi, sono nel gotha dei live di tutti i tempi, ma ci rientrano anche i LZ e altri.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da dagliStates » giovedì 18 luglio 2013, 8:50

silvano ha scritto: Ecco perché mi fanno sorridere i tifosi, quelli che siccome amano un gruppo, detestano quello che vivono nella loro testa come "rivali". È un approccio . di una busibile e culturalmente limitante. Ovvio poi che fra persone civili è anche bello avventurarsi in questi discorsi, lo si fa pour parler, perché siamo tutti un po' malati di rock.
E in questo senso, da sincero appassionato, mi da fastidio leggere approssimazioni e opinioni personali del tutto discutibili, spacciate per verità assolute. Ci vuole anche l'umiltà di ammettere che molto di ciò che non ci piace deriva da un nostro limite, mica dal fatto che abbiamo capito tutto della vita.
Nel caso dei Led Zeppelin, quando dico "la più grande rock Band" uso palesemente un'iperbole, rifacendomi soprattutto a come vengono considerati nell'immaginario collettivo.
Ma permettetemi una considerazione: nell'arte non valgono solo le emozioni del momento o i sentimenti personali. C'è una parte importante che è data, per così dire, da criteri oggettivi, quantificabili; sono valori unanimemente condivisi. Per farla breve, è praticamente impossibile affermare che Manzoni non sa scrivere, Fidia non sa scolpire, Mozart non sa comporre o Fritz Lang non sa girare. Sarebbe filologicamente scorretto, e chi ne avesse l'ardire dovrebbe farsi carico di stravolgere totalmente la storia delle arti così come la conosciamo. Così come non ha senso stilare delle classifiche, ché ogni artista, e ogni opera, costituiscono un universo al contempo a se stante e simbiotico con ciò che li circonda.
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E poi, per chi le vive bene, è anche bello perdersi in queste discussioni.


Ma certo che e' bello perdersi in queste discussioni...
il confronto civile dialettico puo' solo arricchire e io ho imparato molte cose
da quando frequento questo sito.

Ma non dimentichiamoci mai che il "bar" dove facciamo queste discussioni
e' purtroppo solo virtuale.
"Purtroppo" non solo perche' una birra virtuale nonha lo stesso effetto
di una birra vera, che renderebbe le discussioni assai piacevoli, ma anche perche' il tono di un messaggio non e' facilmente ricavato dalle parole scritte e lette. Io per esempio in Magnum PI non ho visto
affermazioni che non fossero le sue opinioni. Ha detto quello che pensa
con sincerità e un po' di ruvidezza, ma non frasi del tipo
"gli Zep non hanno contato niente nella storia del rock", che ovviamente
sarebbe stata risibile. Probabilmente il tono delle affermazioni - che si perde nello scriverle - avrebbe aiutato.

Io per esempio ho letto il tuo "La piu' grande Band del Rock" come la tua opinione,
rispettabile ma non la condivido, non una iperbole.

Comunque siamo tutti un po' tifosi, meglio la discussione del mortorio,
e soprattutto non dimenticate che I Deep Purple sono la piu' grande Band dell'Universo ...Punto!!!!

:lol: :lol: :lol:

(Sto scherzando)
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da bloomer » giovedì 18 luglio 2013, 10:50

DanieleZ ha scritto:...una band che nel Rock ha aperto porte enormi a questa espressione musicale, e lo ha fatto fra i primi, a quel livello: i Cream. Basta ascoltare le versioni dei loro brani dal in studio e poi dal vivo, per capire quanto in questa dimensione non solo migliorassero, ma quanto venissero dilatati e stravolti. Maestri assoluti.


RatBatBlue95 ha scritto:...nei 70's si è avuta la completa diffusione del genere jam rock grazie a band storiche ed importanti come la Allman Brothers Band...


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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da RatBatBlue95 » giovedì 18 luglio 2013, 12:07

Comunque bisogna citare altre band importanti, non possono mancare in questo topic ad esempio Frank Zappa, Santana, Jimi Hendrix e gli Yardbirds.
Gli Yardbirds, in particolare, sono stati probabilmente coloro i quali hanno mostrato la strada da seguire a tutti i nomi che abbiamo citato sinora.
A volte, la migliore musica è il silenzio... diciamo.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da bloomer » giovedì 18 luglio 2013, 13:06

RatBatBlue95 ha scritto:Comunque bisogna citare altre band importanti, non possono mancare in questo topic ad esempio Frank Zappa, Santana, Jimi Hendrix e gli Yardbirds.
Gli Yardbirds, in particolare, sono stati probabilmente coloro i quali hanno mostrato la strada da seguire a tutti i nomi che abbiamo citato sinora.


Concordo e aggiungo la Butterfield Blues Band: www.youtube.com/watch?v=YaV-S5ivX3E
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da DanieleZ » giovedì 18 luglio 2013, 14:15

Magnum P.I. ha scritto:"Capisci come ci si dovrebbe porre?"

Ecco un'altra dimostrazione di arrognaza. Tu chi sei? Qual è il tuo ruolo qui? Sei un moderatore? Io ho letto il regolamento, e mi sembra di non aver offeso nessuno. Io so come pormi, quindi non me lo vieni a dire tu. Io da te non ho niente da imparare.

"Se te la sei presa da matti perchè si è argomentato in modo diverso dalle tue opinioni"

Se fosse stato così me la sarei presa anche con l'utente che ha parlato dei King Crimson, cosa che non è avvenuta perchè in quel caso ci è stato lo scambio di vedute e basta. Invece tu, da buon fan dei led zeppelin, non abbandonerai questa discussione fino a che tutti non ti diranno che Page era Dio e Amen. Sei tu quello indispettito, sei tu che non accetti che a qualcuno i Led Zeppelin possano non fare venire orgasmi multipli.

""Io sono fan di tutta la grande musica di quel periodo""
e poi
""I Pink Floyd mi hanno sempre fatto venire l'orchite""

A questo punto qualcosa non torna, ma vuoi vedere che sei solo un fan dei Led Zeppelin?

Io non ho più intenzione di continuare così off topic, anche se a quanto pare qui è di moda.
Se vuoi continuare a parlare dei Led Zeppelin sulla pagina dedicata alle improvvisazioni dei Deep Purple, vai pure. Vai di Page, vai. Ma io non ti seguo più. Aloha

Non credo di non rispettare le indicazioni del moderatore se puntualizzo un paio di cosette a questo signore, tanto per chiarire per bene come la penso, perché non ci siano più future incomprensioni. Se poi la cosa costituisse un problema, fatemi sapere.

1) non sono un moderatore, semplicemente un utente di questo forum, e quello che dico è da uomo a uomo, senza piedistalli o roba del genere. Per me hai pisciato fuori dal vaso, te l'ho detto, fine.
2)dopo tutta la musica ascoltata e concerti visti che ho sul groppone, sai quanto me ne sbatte di sentirmi dire cose più o meno divine su Page e Plant? Come se fra l'altro mi considerassi un "fan dei Led Zeppelin" (lo sono come di altre decine di gruppi) e come se quella dei "fans dei Led Zeppelin" fosse una categoria a parte, con regole e riti imprescindibili ed uguali a loro stessi. Per fortuna che queste categorizzazioni della musica e dei fans non le ho più prese in considerazione da quando avevo 15 o 16 anni, e neppure le gare a “chi è più bravo”, cosa a mio modo di vedere, del tutto senza senso. Il punto è che, avendo tu (e non io) tirato fuori i Led Zeppelin con considerazioni su cui sono in disaccordo, ne ho discusso civilmente e serenamente. Chi si è innervosito non sono certo io.
3)Se fossi un po' più corretto e citassi tutta la mia frase, ne verrebbe fuori il senso completo, che cercherò di spiegare in modo ancora più chiaro: mi pare ridicolo essere “fan” di un gruppo da mettere sopra a tutti gli altri, in compenso a me piace particolarmente una scena musicale ed alcuni generi nel suo ambito che copre un intero periodo, quello che ora si chiama “Classic Rock”; ciò ovviamente non vuol dire che in questo ambito non abbia i miei gusti, che in quanto tali non considero oggettivi, anche se è verissimo che dei valori di riferimento forti esistono anche nell'arte; se a me i Pink Floyd fanno venire l'orchite è, come avevo specificato, solo un mio gusto personale, e probabilmente un mio limite di percezione nei loro confronti. Non mi sognerei mai di dire che sono un gruppo di merda (ma avevo chiarito anche questo) perché mi coprirei di ridicolo nell'affermarlo, capisco perfettamente che sono una colonna portante del Rock e capisco perfettamente il perché, solo che non mi piacciono. In quest'ottica mi pare che le tue osservazioni si sgonfino un po'.
4)Per quanto riguarda gli offtopic, nei forum è normale seguire il corso delle discussioni, e visto che nessuno si è messo di parlare di cucina o cura dei calli, non mi pare questo gran dramma. Però consentimi che infastidirsi per il fatto che nel forum dei Deep Purple (ti stupirò: il mio gruppo preferito!) si parli anche d'altro (tirato fuori da chi? Da te, mi pare) mi pare molto limitante.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da DanieleZ » giovedì 18 luglio 2013, 14:29

RatBatBlue95 ha scritto:Comunque bisogna citare altre band importanti, non possono mancare in questo topic ad esempio Frank Zappa, Santana, Jimi Hendrix e gli Yardbirds.
Gli Yardbirds, in particolare, sono stati probabilmente coloro i quali hanno mostrato la strada da seguire a tutti i nomi che abbiamo citato sinora.
Su Zappa ho qualche dubbio, in quanto jammatore. Lui era uno che studiava nota per nota i suoi (geniali) assoli, cosa piuttosto in contrasto col concetto di jam. Sul resto d'accordo. Jimi Hendrix, basta la parola!
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da fabio q » giovedì 18 luglio 2013, 15:16

silvano ha scritto:
fabio q ha scritto:
Fabio ha scritto:Per me la dimensione live è quella che ha reso i Deep Purple i più grandi. Credo che nessun'altra band abbia saputo migliorare così tanto i propri brani nel passaggio dallo studio al palco come hanno fatto i Purple. Oltre al discorso dei due solisti che avete già affrontato, credo che un ruolo fondamentale l'abbia avuto Gillan: per un cantante, replicare fedelmente le linee vocali dal vivo è già un successo (infatti ci riescono in pochi), Ian addirittura le migliorava e spesso cantava le proprie parti con più aggressività rispetto a quanto faceva in studio. Tutto questo, unito al tappeto ritmico di Paice, li ha posti una spanna sopra tutti, secondo me. In studio ci sono band che mi piacciono tanto quanto loro (per certi versi anche un po' di più), ma prendendo in considerazione la dimensione live, credo abbiano avuto oggettivamente (termine usato con tutti i limiti del caso) qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

Per quanto riguarda i Led Zeppelin, sono parzialmente d'accordo con le considerazioni di Magnum P.I. Assolutamente non erano scarsi (affermare questo sarebbe semplicemente falso), però è innegabile che la cura che mettevano in studio non è mai stata ripetuta dal vivo. Con l'eccezione di The Ocean, non c'è nessuna canzone dei Led Zeppelin che mi piaccia più dal vivo che in studio (per i Purple vale il discorso opposto). Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che gli assoli di Page spesso risultano un po' confusionari, senza una melodia ben definita, cosa che invece avveniva in studio (da gran compositore quale era, questo aspetto era sempre curatissimo), il secondo era la tendenza di Plant ad abbassare e appiattire (quasi le recitasse) le linee vocali, cosa che a volte risultava quasi fastidiosa (per me ovviamente), come ad esempio su Since I've been Loving You, forse la mia preferita in assoluto che però faccio davvero fatica ad ascoltare dal vivo.

Condivido in toto, soprattutto l'analisi dei DP.

Io invece solo parzialmente: lo stravolgere e il "migliorare" i pezzi dal vivo è una caratteristica di praticamente tutti i gruppi degli anni 70. Ovviamente i DP, essendo musicisti immensi, sono nel gotha dei live di tutti i tempi, ma ci rientrano anche i LZ e altri.

Si ma il discorso su Gillan è innegabile: in sede live riusciva a migliorare e a rendere ancora più aggressive le linee vocali, cosa che Plant francamente non ci riusciva, anzi.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da Fabio » giovedì 18 luglio 2013, 18:29

silvano ha scritto:Ma permettetemi una considerazione: nell'arte non valgono solo le emozioni del momento o i sentimenti personali. C'è una parte importante che è data, per così dire, da criteri oggettivi, quantificabili; sono valori unanimemente condivisi. Per farla breve, è praticamente impossibile affermare che Manzoni non sa scrivere, Fidia non sa scolpire, Mozart non sa comporre o Fritz Lang non sa girare. Sarebbe filologicamente scorretto, e chi ne avesse l'ardire dovrebbe farsi carico di stravolgere totalmente la storia delle arti così come la conosciamo. Così come non ha senso stilare delle classifiche, ché ogni artista, e ogni opera, costituiscono un universo al contempo a se stante e simbiotico con ciò che li circonda.
Ora, va be', la sto facendo troppo grossa per del semplice rock and roll, ma il concetto è quello.
E poi, per chi le vive bene, è anche bello perdersi in queste discussioni.

Sull'oggettività sono d'accordo con te, anch'io sono un relativista solo fino a un certo punto, però giungo a conclusioni diverse sugli Zeppelin. Faccio subito due precisazioni: primo, sono ovviamente un fan della band, secondo, non staimo discutendo sul fatto che i Led Zep sappiano suonare dal vivo, perchè questo è fuori discussione. Stiamo prendendo in considerazione la resa live rispetto allo studio, paragonandoli ai Purple.
Ora, che Plant abbassasse le linee vocali non credo sia solo una mia opinione, è un fatto oggettivo. Non credo si possa parlare solamente di interpretazione, perchè le linee sono tutte più basse e si sente che fa fatica a replicare fedelmente le sue parti originali. Prendendo in considerazione pezzi come Highway Star, Strange Kind of Woman, Space Truckin', balza all'occhio che l'interpretazione di Gillan dal vivo sia più aggressiva e complessivamente migliore rispetto alle versioni in studio.
Per quanto riguarda Page, anche qui credo non sia solo un'opinione che i suoi assoli risultino spesso approssimativi e un po' confusionari dal vivo. Non sto parlando nè di tecnica nè di pulizia (perchè giudicare un assolo di Page per queste cose significherebbe non aver capito un cazzo), parlo proprio delle frasi dell'assolo: in studio si possono quasi cantare tanto sono armonici ed espressivi, dal vivo invece spesso ho la sensazione che improvvisi senza aver un'idea chiara su cosa fare, che vada un po' a caso. Per Blackmore questo non accadeva; Ritchie riusciva a improvvisare mantenendo, o meglio, creando, una linea che risultava sempre convincente e non dava mai l'idea di essere approssimativa.
Il risultato è che le versioni definitive dei classici dei Purple sono quasi tutte dal vivo, quelle degli Zeppelin sono tutte in studio. C'è da dire che i dischi in studio della band di Page sono molto più curati e meglio prodotti di quelli di Ritchie and co., ma credo ci sia anche una predisposizione di base dei componenti che fa la differenza.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da silvano » giovedì 18 luglio 2013, 18:31

fabio q ha scritto:
silvano ha scritto:
fabio q ha scritto:
Fabio ha scritto:Per me la dimensione live è quella che ha reso i Deep Purple i più grandi. Credo che nessun'altra band abbia saputo migliorare così tanto i propri brani nel passaggio dallo studio al palco come hanno fatto i Purple. Oltre al discorso dei due solisti che avete già affrontato, credo che un ruolo fondamentale l'abbia avuto Gillan: per un cantante, replicare fedelmente le linee vocali dal vivo è già un successo (infatti ci riescono in pochi), Ian addirittura le migliorava e spesso cantava le proprie parti con più aggressività rispetto a quanto faceva in studio. Tutto questo, unito al tappeto ritmico di Paice, li ha posti una spanna sopra tutti, secondo me. In studio ci sono band che mi piacciono tanto quanto loro (per certi versi anche un po' di più), ma prendendo in considerazione la dimensione live, credo abbiano avuto oggettivamente (termine usato con tutti i limiti del caso) qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.

Per quanto riguarda i Led Zeppelin, sono parzialmente d'accordo con le considerazioni di Magnum P.I. Assolutamente non erano scarsi (affermare questo sarebbe semplicemente falso), però è innegabile che la cura che mettevano in studio non è mai stata ripetuta dal vivo. Con l'eccezione di The Ocean, non c'è nessuna canzone dei Led Zeppelin che mi piaccia più dal vivo che in studio (per i Purple vale il discorso opposto). Questo essenzialmente per due motivi: il primo è che gli assoli di Page spesso risultano un po' confusionari, senza una melodia ben definita, cosa che invece avveniva in studio (da gran compositore quale era, questo aspetto era sempre curatissimo), il secondo era la tendenza di Plant ad abbassare e appiattire (quasi le recitasse) le linee vocali, cosa che a volte risultava quasi fastidiosa (per me ovviamente), come ad esempio su Since I've been Loving You, forse la mia preferita in assoluto che però faccio davvero fatica ad ascoltare dal vivo.

Condivido in toto, soprattutto l'analisi dei DP.

Io invece solo parzialmente: lo stravolgere e il "migliorare" i pezzi dal vivo è una caratteristica di praticamente tutti i gruppi degli anni 70. Ovviamente i DP, essendo musicisti immensi, sono nel gotha dei live di tutti i tempi, ma ci rientrano anche i LZ e altri.

Si ma il discorso su Gillan è innegabile: in sede live riusciva a migliorare e a rendere ancora più aggressive le linee vocali, cosa che Plant francamente non ci riusciva, anzi.

E anche su questo non sono d'accordo. La voce di Plant, dal vivo, trovo che tocchi vertici di pura poesia. Unico e irripetibile.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da silvano » giovedì 18 luglio 2013, 18:45

Fabio ha scritto:
silvano ha scritto:Ma permettetemi una considerazione: nell'arte non valgono solo le emozioni del momento o i sentimenti personali. C'è una parte importante che è data, per così dire, da criteri oggettivi, quantificabili; sono valori unanimemente condivisi. Per farla breve, è praticamente impossibile affermare che Manzoni non sa scrivere, Fidia non sa scolpire, Mozart non sa comporre o Fritz Lang non sa girare. Sarebbe filologicamente scorretto, e chi ne avesse l'ardire dovrebbe farsi carico di stravolgere totalmente la storia delle arti così come la conosciamo. Così come non ha senso stilare delle classifiche, ché ogni artista, e ogni opera, costituiscono un universo al contempo a se stante e simbiotico con ciò che li circonda.
Ora, va be', la sto facendo troppo grossa per del semplice rock and roll, ma il concetto è quello.
E poi, per chi le vive bene, è anche bello perdersi in queste discussioni.

Sull'oggettività sono d'accordo con te, anch'io sono un relativista solo fino a un certo punto, però giungo a conclusioni diverse sugli Zeppelin. Faccio subito due precisazioni: primo, sono ovviamente un fan della band, secondo, non staimo discutendo sul fatto che i Led Zep sappiano suonare dal vivo, perchè questo è fuori discussione. Stiamo prendendo in considerazione la resa live rispetto allo studio, paragonandoli ai Purple.
Ora, che Plant abbassasse le linee vocali non credo sia solo una mia opinione, è un fatto oggettivo. Non credo si possa parlare solamente di interpretazione, perchè le linee sono tutte più basse e si sente che fa fatica a replicare fedelmente le sue parti originali. Prendendo in considerazione pezzi come Highway Star, Strange Kind of Woman, Space Truckin', balza all'occhio che l'interpretazione di Gillan dal vivo sia più aggressiva e complessivamente migliore rispetto alle versioni in studio.
Per quanto riguarda Page, anche qui credo non sia solo un'opinione che i suoi assoli risultino spesso approssimativi e un po' confusionari dal vivo. Non sto parlando nè di tecnica nè di pulizia (perchè giudicare un assolo di Page per queste cose significherebbe non aver capito un cazzo), parlo proprio delle frasi dell'assolo: in studio si possono quasi cantare tanto sono armonici ed espressivi, dal vivo invece spesso ho la sensazione che improvvisi senza aver un'idea chiara su cosa fare, che vada un po' a caso. Per Blackmore questo non accadeva; Ritchie riusciva a improvvisare mantenendo, o meglio, creando, una linea che risultava sempre convincente e non dava mai l'idea di essere approssimativa.
Il risultato è che le versioni definitive dei classici dei Purple sono quasi tutte dal vivo, quelle degli Zeppelin sono tutte in studio. C'è da dire che i dischi in studio della band di Page sono molto più curati e meglio prodotti di quelli di Ritchie and co., ma credo ci sia anche una predisposizione di base dei componenti che fa la differenza.

Ma anche qua, alla fin fine, va a gusti. Io gli Zep dal vivo li trovo immensi, e non riscontro tutti i difetti che dici tu. Che Page sia molto meno tecnico e preciso di Blackmore non è una novità, ma anche dal vivo riusciva a tirar fuori soluzioni geniali e memorabili, che ne fanno il genio che è. Lo stesso per Plant, la cui imprecisione (peraltro a mio avviso non così drammatica come la descrivete tu e Fabio Q), mi sembra in linea con la maggioranza dei cantanti coevi, Gillan compreso, e non ne inficia certo le prestazioni, che per me restano uniche. Se parliamo di resa sonora complessiva,poi, siamo a livelli stellari. Fermo restando che anche Blackmore dal vivo spesso partiva per la tangente e faceva le sue sporcacciate, ma che secondo me fanno pure parte del suo genio. Insomma, alla fine della fiera mi sembra che cavillare su musicisti di questo calibro, che si pongono ai vertici della storia del rock, sia veramente impresa ardua.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da DanieleZ » giovedì 18 luglio 2013, 19:06

fabio q ha scritto:Si ma il discorso su Gillan è innegabile: in sede live riusciva a migliorare e a rendere ancora più aggressive le linee vocali, cosa che Plant francamente non ci riusciva, anzi.
Ma probabilmente a Plant non interessava neanche rendere più aggressive le sue linee vocali, erano due approcci del tutto diversi. Gillan, pur non perfetto, di sicuro più tecnico e potente, Plant più sensuale, uno che con la voce ci scopava (e tramite la quale faceva gran scopate!), non è che uno avesse ragione e l'altro torto, si tratta di due diversi approcci, entrambi straordinari e a livelli stellari, da godersi entrambi per quello che sono.
E che fra l'altro hanno influenzato intere generazioni successive di cantanti.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da RatBatBlue95 » venerdì 19 luglio 2013, 9:35

DanieleZ ha scritto:Su Zappa ho qualche dubbio, in quanto jammatore. Lui era uno che studiava nota per nota i suoi (geniali) assoli, cosa piuttosto in contrasto col concetto di jam. Sul resto d'accordo. Jimi Hendrix, basta la parola!

Non sono tanto d'accordo. Frank Zappa amava jammare ed è uno dei veri maestri del genere.
Infatti per lui un assolo era una composizione immediata, una "air sculpture" (Zappa docet) per intenderci, e non meno importante di una canzone studiata nei minimi dettagli, la "real music" come la definirebbe lo stesso Frank. Ed inoltre tutti i suoi album erano pieni di assoli di chitarra (e non solo) totalmente improvvisati, come facevano i grandi del genere.
Verso la fine degli anni 60 e l'inizio dei 70's Zappa era diventato un tutt'uno con l'improvvisazione. Basti pensare a qualsiasi King Kong o Help I'm a Rock del periodo. Nei primi anni 70 abbiamo anche le impressionanti jam di Willie the Pimp e Little House.
Successivamente abbandonò queste soluzioni, anche se si ripresentavano ogni qualvolta partiva in sede live Pound for a Brown.
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da purplemandrake » sabato 20 luglio 2013, 17:03

Wow che discussione ! Accesa (anche ai limiti del flame), con tanti bei interventi, anche di notevole spessore ( giuro, non sto sfottendo, non mi permetterei mai).

Prediligo, tutto ciò che musicalmente è stato inciso nei " favolosi anni "60 & "70, per cui ringrazio il cielo (ma sarei voluto nascere almeno dieci anni prima) di avere conosciuto band ed artisti come tutti quelli citati finora. I gusti poi, le preferenze, i gruppi/le canzoni che ci fanno godere, o venire l'orchite è chiaro che li abbiamo tutti. Un gruppo , on meglio un pezzo, finora non citato che mi faceva impazzire in gioventù ? In a Gadda da vida degli Iron Butterfly....

Qualcuno diceva che il mondo è grande per tutti, ed un'altra variante che è vario................................( O forse diceva differentemente.. Mah ! Boh ! ).

Un saluto, stanotte concerto di musica barocca (non è una battuta.... Vado a sentire un grande della chitarra classica, mi fa venire i brividi quanto zio Ritchie)
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da fdr » sabato 14 settembre 2013, 16:56

Ecco i nostri al lavoro su Knocking at your backdoor, con Blackmore che ti ribalta dalla sedia ma anche un Paice e Lord da favola:

http://www.youtube.com/watch?v=cl1HklpT ... e=youtu.be
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da GIORGIO.MARCATO » sabato 14 settembre 2013, 18:45

fdr ha scritto:Ecco i nostri al lavoro su Knocking at your backdoor, con Blackmore che ti ribalta dalla sedia ma anche un Paice e Lord da favola:

http://www.youtube.com/watch?v=cl1HklpT ... e=youtu.be
Veramente superbi!
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da fabio q » domenica 15 settembre 2013, 3:04

GIORGIO.MARCATO ha scritto:
fdr ha scritto:Ecco i nostri al lavoro su Knocking at your backdoor, con Blackmore che ti ribalta dalla sedia ma anche un Paice e Lord da favola:

http://www.youtube.com/watch?v=cl1HklpT ... e=youtu.be
Veramente superbi!

mamma mia....brividi...e cazzo quanto è bello il suono della Stratocaster, di Ritchie poi... pulito, fine, cristallino, elegante ma al tempo stesso maledettamente Rock
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da GIORGIO.MARCATO » martedì 24 giugno 2014, 13:29

Ieri sera a Venezia ho assistito al concerto di Ian Paice con la band del grande Tolo Marton (in cui suona il nostro Simone) e altri ospiti. Bellissima serata per chi ama il rock vero, con pezzi di Cream, Hendrix, Logfren, una splendida Alpine Valley di Tolo. Finale con repertorio Deep. Ian sta in forma strepitosa, anche fisica e molte jam strappa applausi tra i musicisti. Quel tot di imprevedibilità che nei set attuali dei Purple non c'è più a favore della perfezione di esecuzione
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Re: I Deep Purple e l'improvvisazione..

da Cobra » domenica 17 agosto 2014, 16:42

Se si parla di improvvisazione forse i deep purple migliori erano quelli della mark 2 fresca fresca 1969-70, mi piace come improvvisavano in quel periodo perché ci inserivano elementi jazzy, citazioni classiche, e una certa propensione rumoristica pischedelica, passando da momenti puliti e tecnicamente impeccabili ad altri di puro casino orgiastico.
Anche se le improvvisazioni di Made In Japan restano forse quelle più brillanti per quanto riguarda la scelta delle note e l'interplay fra Lord e Blackmore, già nel 72 quei passaggi un po' jazzy tipici ad esempio di Wring That Neck, si erano un po' persi.
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