Deep Purple a Pisa

Recensione di Wald
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Arrivo all’area EXPO di Pisa verso le 7:30, dopo aver mangiucchiato qualcosa mi dirigo subito nell’area del concerto, per cercare di mettermi più davanti possibile. Il pubblico appare voglioso di DP, e verso le 8:30 arriva il pullman dei DP.

Io me ne accorgo dopo e appena lo vedo corro verso le transenne e mi ci arrampico sopra, vedo Roger Glover scendere ed urlo “Vai Rogeeeeeeer!” il quale praticamente davanti a me mi alza il pollice.

Alle 9 iniziano i SUNGIFT, gruppo di supporto, che nonostante pensassi solo ai DP in quel momento, mi son piaciuti. Dopo 40 minuti il gruppo di supporto finisce la propria esibizione.

Subito dopo si comincia a smantellare e rimontare la strumentazione, la magnifica Pearl di Ian Paice è la prima a far l’entrata in scena, levato il telo con i colori della Gran Bretagna il pubblico comincia ad urlare per avere i DP in scena.

Poco dopo fanno la loro entrata, ognuno prende la sua posizione, il pubblico è partito completamente in urli ed ovazioni (circa 2000 persone si potevano contare ad occhio). Steve Morse attacca Woman From Tokyo e subito gli fan seguito gli altri, il pubblico canta insieme a loro saltando e battendo le mani. Io ero praticamente a 2 passi dal palco, quindi potevo ritenermi più che soddisfatto.

I miei sospetti iniziali sulla validità di Don Airey vengono smentiti dalla prima nota, pure quelli sulla voce di Gillan, che invece ch’esser “invecchiata”, era più vigorosa che mai. Le canzoni susseguivano una dopo l’altra ed il pubblico era in delirio, eseguite perfettamente Ted the mechanic e la ormai “vecchia” Mary Long.

Poi è la volta di Lazy, a mio parere una delle migliori, eseguito in modo simile a Made In Japan, con Airey che ha praticamente imitato gli assoli di Lord nel tempo che fu. Subito dopo è la volta di No One Come e Fools, con la voce del pubblico che si amalgamava a quella di Gillan. E’ la volta di The Well Dressed Guitar, in cui Steve Morse ha messo l’anima.

E’ la volta di Don Airey, il quale inizia il suo assolo, che è un susseguirsi di pezzi classici misti a blues e rock. Ian Paice a circa metà assolo si alza e versa giocosamente l’acqua sulla schiena di Don Airey il quale sorride vistosamente, pur se concentrato sul so strumento. Finito l’assolo, ecco partire Perfect Strangers, il pubblico è ormai un tutt’uno con il gruppo.

Dopo l’esecuzione di When A Blind Man Cries, ecco Morse ripercorrere in poche riff, tutta la storia del rock, come Sweet Home Alabama (Lynyrd Skynyrd) o qualche pezzo di Hendrix o dei Led Zeppelin. Mentre il pubblico s’aspettava un altro riff, ecco partire Smoke On The Water, la gente salta ed urla, il gruppo va dietro a Steve, ma ecco che Gillan attacca le parole, o più esattamente le attacca il pubblico, tare era l’eccitazione che la voce del vocalist nemmeno si sentiva. Dopo è la volta di Speed King, nella quale succede di tutto, sulla base della canzone tratta da Deep Purple in Rock, ogni componente del gruppo fa un assolo.

Airey e Steve li fanno sulla base dell’originale, mentre Glover comincia con un pezzo suo che manderebbe in delirio qualsiasi bassista. Ma ecco il momento che aspettavo dall’inizio, le luci illuminano Ian Paice, Glover lo indica e comincia a suonare LUI, il DIO della batteria, vola sulle casse ogni tanto colpendo a qualche piatto e facendo sottofondo con la gran cassa, ad un certo punto poggia la mano destra sull’orecchio e con la sinistra comincia a battere così velocemente sulla cassa da farla sembrare una rullata.

Finito questo Gillan comincia a parlare velocemente e Steve cerca di ricopiarlo con la chitarra, alla fine Gillan comincia a parlare per 30 secondi in modo incredibile e Steve guarda il pubblico come strabiliato. Alla fine si spegne tutto e Gillan da la buona notte, ma il pubblico intona Black Night, nemmeno un minuto e le luci illuminano Glover e Paice che iniziano il grande successo dell’hard rock, subito fanno seguito Gillan e Steve, con il pubblico che invece d’intonare le parole, intona il basso.

Subito dopo è la volta di Hush, la quale non mi aspettavo, a dir la verità. Infine ecco quella che di solito mettono all’inizio…Highway Star, io canto a squarciagola tutta la canzone. Ian Paice lancia la seconda volta le bacchette (prima le aveva lanciate dopo Speed King) e Steve i plettri, io da buon sfigato non ho preso niente.

La gente comincia ad andarsene, io mi appoggio alle transenne per aspettare che il fiume di persone defluisca, ed ecco che appare Steve Morse, io allungo la mano e lui me la stringe sorridendomi, non immaginate che emozione. Ho aspettato anche Ian Paice, il quale non accennava a venire, quindi me ne son andato.

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