The House Of Blue Light

Recensione di Alex Bertolo
96

Mai citato come album cardine nella sterminata discografia purple, quasi mai menzionato come   “un bel disco”, perlomeno non come” the battle rage on..” o   “perpendicular” o addirittura “bananas”(e quindi non valutato “geniale”come può essere considerato “perfect strangers”) e album snobbato dai Purple stessi,dato che dopo i concerti della tournee per promuoverlo le canzoni del disco furono totalmente dimenticate.

Personalmente al sottoscritto però il disco piace, sia per le belle e simpatiche canzoni che contiene e sia per la produzione sofisticata con cui è stato realizzato…per questo alzerei un punto a favore del grande ROGER….

Solenne intro del più grande organista di tutti i tempi per aprire le danze,due bei stacchi con tutti e quattro i musicisti al unisono e poi viaaaa..”take a look at these dirty hands….intona “ugola d’oro” alias IAN GILLAN!!! BAD ATTITUDE è un raffinato e grintoso pezzo rock suonato da gente con le palline quadre..grandissimo e cattivissimo il preludio del solo di chitarra.

Si continua con un’altra perla del disco,ovvero “THE UNWRITTEN LAW”introdotta da RITCHIE e IAN al unisono ispirati come non mai,non vorrei sbilanciarmi troppo ma il ritornello di questo brano è uno dei più belli scritti dal gruppo..inquietanti i suoni di violino che accompagnano la strofa. A mio avviso il pezzo migliore del album.

CALL OF THE WILD è una canzoncina orecchiabile e spensierata che al epoca servì come singolo e poi arriviamo a MAD DOG che contiene un bel riff del nostro caro RITCHIE e una bella sequenza di accordi sulla strofa molto accattivante.

IAN al armonica ci introduce BLACK AND WHITE altro brano molto inusuale per essere dei PURPLE con un altro ritornello molto orecchiabile,una curiosità: il brano è un attacco alla stampa e ai giornalisti più in particolare, gente che non ha mai stata molto gentile con i nostri eroi. C’era una HARD LOVIN MAN su DEEP PURPLE IN ROCK e l’idea di inserire una HARD LOVIN WOMAN su questo disco sembra simpatica. A parte questo il brano è un classico esempio di rock targato DEEP PURPLE…il titolo del brano poi doveva, a detta di GILLAN, essere uno dei possibili titoli per il disco. SPANISH ARCHER e un semplice brano (con però un’altra melodia mooolto bella!!!) che gira intorno ai soli di BLACKMORE e poi arriviamo a STRANGEWAYS che contiene uno dei cantati più strani sentiti da GILLAN, belle le armonie vocali e l’intro cantato. Brano difficile e ipnotico.

MITZI DUPREE e un divertentissimo blusettone dove GILLAN parla di una ragazza conosciuta in aereo e che per lavoro faceva la lanciatrice di palline di ping pong, però è da sapere che queste palline non le lanciava con le mani ma con una altra parte del suo corpo..non diciamo quale però! I PURPLE salutano i propri ascoltatori con DEAR OR ALIVE, brano che GILLAN ha definito “un mucchio di merda”.

A mio avviso la versione su disco non entusiasma molto, in sede live invece era una delle carte vincenti del complesso (basti ascoltare l’album successivo NOBODY PERFECT), bellissimi comunque i scambi di assoli tra organo e chitarra…

Allora amici,disco da riascoltare, classico esempio di cosa volevano proporre i PURPLE dopo la prima metà degli anni ’80 e dopo aver stupito tutti con PERFECT STRANGERS…se solo la copertina fosse stata un po’ più bella, ma non si può chiedere tutto ai nostri eroi vero? Ok un saluto e ci sentiamo al più presto sul forum… ALEX BERTOLO

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