Shades Of Deep Purple

Recensione di Angelo Bandiziol
69

I Deep Purple entrano in scena! Che dire di questo loro primo esordio targato EMI, nel lontano 1968… Partiamo dalla copertina, col dire che nella foto appaiono i cinque (dell’Ave Maria) con un Ritchie Blackmore provvisto di parrucca!

Ebbene si il fantomatico Guitar Hero non aveva i capelli lunghi abbastanza in confronto agli altri, quindi con tale trucco si riuscì ad ovviare al problema… tanto per avere un risultato di capocce piu uniforme.

Per quanto riguarda il disco, beh… si immagina facilmente di che fattura sia: in effetti il loro primo LP, oltre a ripercorrere un sound più anni Sessanta, punta sul sicuro, inserendo alcune cover come Hey Joe (già proposta negli stessi anni da Hendrix) e Help! dei Beatlesm come per dare una maggior spinta ai loro pezzi inediti.

La stupenda voce di Rod Evans rappresenta però un grande investimento – con tutto che il risultato del disco sia scadente. Basti ascoltare Hush! Appena parte il disco si nota subito come la registrazione non sia delle migliori, però ne vale sempre la pena (lo so, sono un po’ di parte). One More Rainy Day è un pezzo lento che mi fa pensare a qualche vecchia produzione dei Beatles… veramente non male.

Prelude: Happines e I’m So Glad danno gia l’idea delle potenzialità di questo gruppo dal punto di vista della tecnica, mentre Mandrake Root rimane un must per capire veramente quale sarà il futuro dei Deep Purple.

Infine Love Help Me se la potevano anche risparmiare; personalmente se chiudo gli occhi mentre la ascolto penso ai Beach Boys!

In definitiva un album sperimentale, non possiamo pretendere molto come prima uscita. Un acquisto sicuro almeno x chi vuole avere dall’inizio la discografia.

Suggerisco però l’acquisto della versione rimasterizzata, dove sono incluse anche altre versioni di Help, Hey Joe, Hush e Shadows in qualità di bonus track.

Altre recensioni

Recensione di Angelo Bandiziol
Un album sperimentale, non possiamo pretendere molto come prima uscita. Un acquisto sicuro almeno per chi vuole avere dall'inizio la discografia....

Recensione di Carlo Crudele
Un disco ottimo, che mischia un po' di spirito dei 60's e un po' di tecnica dei Purple, e......