Perfect Strangers

Recensione di Luca di Vincenzo
96

Avevamo prenotato una sala riunioni a Greenwich, nel Connecticut, proprio sopra il porto, in un luogo tranquillo. Siamo arrivati tutti e cinque in momenti diversi. Ian Paice e io siamo entrati insieme. Ero nervoso come un gattino. Poi è arrivato Ian Gillan, con cui mi ero incontrato poco prima. Quindi è stata la volta di Roger Glover. Erano quasi due anni che non lo vedevo. E chi poteva arrivare per ultimo? Si “The Man in Black” in persona. Erano dieci anni che non ci incontravamo. voglio dire, ero stato ad alcuni concerti dei Rainbow ma non ero mai andato nel retropalco, non so neanche per quale motivo. Sono stato così felice di rivederlo. Quando lui è entrato in quel salone, tutto d’un tratto quelle cinque persone erano di nuovo insieme, dopo così tanto tempo. Ci siamo messi a ridere. Penso sia stato Ritchie a dire “bene, facciamolo”.

(Jon Lord da Deep Throats, in Sounds, 3 novembre 1984)

E’ successo così. La Mrk II, quella che ha portato i Deep Purple all’apice del successo, dopo 10 anni, torna insieme con un disco “perfetto”, come suggerisce il titolo.

Tutte quelle voci basate solo su supposizioni ( i due milioni di dollari che si diceva fossero stati offerti a ogni componente affinchè il gruppo desse vita a un tour americano; Rod Evans che voleva mettere su dei “falsi” Deep Purple) sono sempre risultate, alla resa dei conti, nulla più che chiacchiere spazzate via dal vento.

L’album è sicuramente da annoverare tra le pietre miliari del rock. Pezzi come la tittle track “Perfect Strangers”, “Knocking at your Backdoor” o “A Gypsy’s Kiss” non si dimenticano facilmente. “Wasted Sunset” contiene uno dei più bei soli di Ritchie Blackmore.

La parte da “leone” nel disco la fa sicuramente “The Man in Black”, il quale ha composto la maggiorparte delle canzoni. “Perfect Strangers” è stato registrato agli Horizons Studios di Stowe nel luglio e agosto del 1984 e ai Tennessee Tonstudios di Amburgo, nel settembre dello stesso anno.

Prodotto da Roger Glover. Ingegnere del suono Nick Blagona. La versione rimasterizzata contiene come bonus track “Not Responsible” e la strumentale di 10 minuti “Son of Alerik”.

Probabilmente il miglior disco che i Deep Purple abbiano mai prodotto in studio.

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