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Ciao a tutti !!!! come va? Avete fatto i bravi fans andando a tutti i concerti dei nostri eroi?..bè. Mi auguro per voi che almeno uno….ok,bando alle chiacchere e riprendiamo da dove eravamo rimasti la volta scorsa: Fender vintage reissue U.S.A./ Mexico/ Japan a duro confronto…on the road!
Per la mia piccola prova (discutibile a tutti gli effetti ,trattasi di opinioni prettamente personali legati anche e soprattutto agli strumenti in giacenza nel guitar center ) mi sono avvalso del solito equipement : ampli Fender hot rod De Ville 60 w 2 x 12, ibanez ts9 tube screamer, marshall JTM 60,processore analogico Roland GP8.
Prima di effettuare il test, cerco di capire sostanzialmente il livello sotto un punto di vista estetico/liuteristico degli strumenti cercando di carpirne i segreti osservando le venature delle due sunburst rispettivamente 50 mexico e 57 u.s.a notando subito una scelta di legni (alder) decisamente migliore, pù selezionata in quella americana anche se devo dire che resta lodevole il fatto che la messicana ha il body in soli due pezzi contro i tre di quella americana (e qui vige un antico dilemma:è meglio in due o tre pezzi?...non pochi sostengono che la seconda soluzione sia quella più equilibrata dato che pare essere importante che il pezzo centrale sia un pezzo unico,facendosi che il manico poggi in maniera equilibrata su di un'unica base, altri invece sostengono il contrario asserendo che meno pezzi ci sono meglio è…!).
Altro particolare che mi giunge agli occhi sono le venature dei due manici: belle e dritte senza deviazioni per quella americana evidenziando una scelta accurata dell’acero utilizzato, quasi a cerchio per quella messicana (in gergo liuteristico trattasi di “taglio di quarto”),con venature discontinue.
A questo punto decido di andare fino in fondo,costi quel che costi: il ponte della messicana è decisamente diverso nei materiali di costruzione così come le meccaniche simil Kluson vintage,differenziandosi sostanzialmente anche nel peso specifico…molto più leggero l’hardware messicano!
I pick up sono (…fiu!) made in u.s.a così come tutta la parte elettronica,potenziometri e selettore, usati indistintamente per tutta la produzione reissue mexicana(50/60/70).Ultimo particolare importantissimo :le vernici utilizzate per le messicane sono poliestere per il corpo e poliuretaniche per i manici contro quella alla nitrocellulosa (manico e corpo) utilizzate dalle americane.
A questo punto direte voi come direbbe qualsiasi persona minimamente competente in materia : è giusto un confronto del genere?...bè, ragazzi, ho letto personalmente di un confronto del genere su di una rivista arcinota che addirittura confrontavano le messicane a colori solidi(corpo in pioppo!!!!) con una americana con il corpo in alder(!!!!!!!!)…vabbè, ognuno è padrone delle proprie scelte! Allora,sicuramente incoraggiato da un confronto in parte più equilibrato dato dallo stesso tipo di legni utilizzati, inizio questo primo confronto cercando di annotare tutti i particolari possibili:
-Suono : la messicana risulta essere più tagliente evidenziando una discreta dinamica ed una certa rotondità utilizzando soprattutto il pick up al manico con un buon bilanciamento nelle posizioni intermedie non notando apprezzabili sbalzi di volume nel cambiare i pickup. Bello e tagliente nella giusta misura quello al ponte,sia nei puliti che nei distorti. Quella americana sembra essere più calda e con una voce più “grossa”,lo spettro armonico più definito e chiaro,i pick up con un punch superiore,il sustain più “canterino”evidenziando dei bassi superiori e medioalti più setosi meno vetrosi con una profondità di suono generale più ampia,confermato anche dall’ascolto non amplificato dello strumento .
-Suonabilità : la messicana risulta essere abbastanza bilanciata nonostante il peso non proprio leggero (3,700 kg) , la sezione del manico( soft V) abbastanza comoda ma non molto scorrevole per i miei gusti causa una eccessiva dose di vernice ingiallita eccessivamente dando una sensazione di plasticosità al tatto.Inoltre si evidenzia una brutta “v” all’inizio del retro del manico rendendo scomoda la suonabilità dei primi tasti. Discorso differente per l’americana (3,470 kg) , presentando un manico praticamente perfetto sotto tutti i punti di vista,scorrevole e comodo ,con una sezione praticamente identica alle vecchie Stratocaster d’epoca.
- Prezzo : (con dovuti sconti) reissue classic 50 mexico 750 euro reissue 57 U.s.a 1630 euro …E QUINDI ??????? … e quindi penso che ognuno di noi possa trarre delle conclusioni finali ,valutando i vari fattori che porteranno ad una giusta scelta finale .
Anche se la differenza di prezzo può sembrare eccessiva ,personalmente non avrei dubbi sulla scelta optando sicuramente ( finanze permettendo) sulla made in u.s.a, anche perché come abbiamo potuto notare, sono chitarre strutturalmente diverse (non basta cambiare i pick up e via…!!!), anche se devo dire che la messicanina si avvicina abbastanza a quella concezione di “stratocaster” che risulta essere minore sulle american standard,vuoi per il ponte a sei viti,le meccaniche “old style”, il tipo di asta tendimanico che vanno sicuramente a favore delle messicane!...
Ok, sperando di avervi reso un buon servizio,mi congedo da voi dandovi appuntamento alla prossima per il test sulle 60/62 manico in palissandro (ovvio…!!!!).
UN ABBRACCIO!
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