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Penso sia molto arduo riuscire ad analizzare un percorso così evolutivo del nostro eroe senza cadere nell'errore di non esserne all'altezza…..che dite, vogliamo provarci lo stesso? Ok… apriamo le danze. Signori e signorine ecco a voi… Ritchie Blackmore, chitarrista eclettico fino all'inverosimile, dotato di una tecnica considerevole (all'epoca fece venire non pochi mal di testa anche ai più scaltri del settore…), ammirato e notevolmente considerato anche da jazzisti ed oltre, vuoi per la sua duttilità, vuoi perchè comunque era (ed e' tutt'oggi) al di fuori di qualsiasi schema convenzionale, il primo in assoluto a coniugare sapientemente studi di musica classica con un rock blues di grande impatto emotivo.
Un esempio per tutti può essere l'assolo di Burn, dove il nostro eroe inizia con delle frasi blues sfociando poi in un seguito da far impallidire J.S.Bach con un'elegantissima chiusura finale di un bending colorato sapientemente dalla leva come solo pochi sanno usare (trattasi di ponte vintage a sei viti … n.d.r.)!!!
Analizzeremo in seguito, in questa rubrica a lui dedicata, le vari fasi e stilistiche e sonore che lo hanno accompagnato in questi tre lustri di onorata carriera. Vi anticipo comunque che, armonicamente parlando, Ritchie si muoveva abbastanza frequentemente su delle scale pentatoniche minori di sol e di do con qualche nota di passaggio e occasionalmente sulla scala minore naturale, riuscendo a dare quel sapore da noi tutti noto. Con il passar del tempo la velocità e l'eccessiva tecnica lasciano il posto ad uno stile piùcurato sul tocco e l'intensità (…Wasted Sunset, da Perfect Stranger 1984), ma a questo ci arriveremo con calma.
A proposito di Wasted Sunset, ho pensato che a qualcuno avrebbe fatto piacere trovarne la trascrizione in tabulato, e quindi ho trascritto il primo assolo (mandandolo anche al sito Official Tab Deep-Purple.com), i quali, visto che mancava all'appello, lo hanno subito pubblicato. Alla prossima!!!
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