http://www.italianmetal.it/articoli/int ... ed-machineScritto da Gabriele Nunziante
Venerdì 01 Aprile 2011 09:00
In occasione della pubblicazione del loro album di debutto, Italian Metal ha incontrato i Wicked Machine, una realtà nuova ma composta da musicisti già ben noti nella scena italiana, riunitisi sotto questo moniker per una nuova esperienza. L'ottimo album pubblicato è lo spunto per questa lunga intervista condotta con la band al completo: Steve Zambelli, Alberto "Drago" Ragozza, Manuel Gatti e Simone Oldofredi si sono prestati a raccontare tutto sul gruppo, dalle origini fino al debutto uscito a fine febbraio, senza tralasciare la scena italiana e le proprie esperienze musicali. Buona lettura.
Un saluto ai Wicked Machine, benvenuti sulle nostre pagine. Nonostante l'esperienza che accomuna tutti e quattro i componenti siete un gruppo al debutto, quindi partirei con una breve presentazione della band. Steve, raccontaci di come sono nati i Wicked Machine e quali sono stati i primi passi, a partire dalla composizione dei primi brani e all'arrivo dei due Dogs'n'Bones.
Steve Zambelli: Sentivo l'esigenza di proporre brani originali ed in quel periodo con i Thunder Axe stavamo attraversando una fase di ripetuti cambiamenti di formazione con la produzione musicale in stand-by. Avevo a disposizione diversi brani e, nel web, ho iniziato la ricerca di persone interessate allo sviluppo di brani originali. Fui inizialmente contattato da un cantante di Brescia che mi mise in contatto con Manuel (Gatti, l'attuale bassista - ndr). Iniziò la ricerca del batterista senza i risultati sperati ed inoltre in quel periodo ci congedammo dal primo cantante. Nel frattempo io e Manuel iniziammo la stesura dei pezzi fino a trovare la giusta sintonia. Venne spontaneo a Manuel domandare a Simone (Oldofredi, già nei Dogs'n'Bones con Manuel - ndr), se fosse libero da impegni. Avuto disponibilità da Simone, il nucleo principale del gruppo prese vita e con l'arrivo di Drago (Alberto Ragozza, voce - ndr) nacquero i Wicked Machine.
Il nome della band è stato deciso fin da subito oppure è nato solo a formazione completata? Qual è l'origine di questo nome e perché è stato scelto?
Alberto "Drago" Ragozza: Manuel ha tirato fuori dal cilindro il nome Wicked Machine e l'ho approvato immediatamente in quanto il concept è ambientato in un anno pressoché "speculare", il 25-52 D.C. Speculare è pure il logo della band determinato dalle iniziali del nome: W M...
Ascoltando il vostro album ho avuto l'impressione che i generi a cui vi siete rifatti sono i più vari, tanto da dare un'identità tutta sua al gruppo. Mi parlate di quali sono state le più grandi influenze nella composizione, anche citandomi i vostri gruppi di riferimento, e se avete degli obiettivi riguardo il genere o se vi lasciate guidare solo dall'istinto musicale?
Manuel Gatti: la musica dei pezzi è stata discussa e sviluppata da me e Steve ed arrangiata poi con Simone; alcuni riff molto heavy sono stati ammorbiditi o, viceversa, dall'idea vocale di Drago cantata su una versione beta dei pezzi, ribaltata per fare in modo che la voce avesse il giusto risalto. I brani sono nati a casa mia assieme a Steve o a casa di Steve. Una volta portava lui un pezzo, un'altra io, scambiandoci idee e files (Steve abita a Bergamo, io a Brescia); è stata poi costruita un ossatura portante e con Simone abbiamo messo altra carne al fuoco grazie i suoi "beat" di batteria. Una volta suonato il pezzo il tutto finiva a Dormelletto via mail, in modo tale che Drago potesse scrivere e cantare le sue parti. Direi che ci siamo lasciati accompagnare dall'istinto musicale, senza cercare di assomigliare a questa o quella band.
Simone Oldofredi: Non ho composto i brani, mi sono limitato all'arrangiamento di una parte di essi. Obiettivi non ce ne sono, credo che l'istinto abbia guidato più o meno tutti.
Steve: Il nostro sound è nato nel modo più spontaneo possibile, visto che ogni uno di noi ha un background musicale differente; è stato l'insieme delle nostre influenze a creare il suono Wicked Machine. Comunque sono un amante incallito del vero Hard-Metal anni '80 (Savatage, Saxon, Accept, Dio, Leatherwolf, Angel Wicth, Def Leppard e Iron Maiden...)
Alberto: Bella domanda Gabriele, ti ringrazio per avermela posta. La mia regola è non aver regole. Mi ispiro a Robert Wyatt il quale improvvisava tutto in sede di registrazione; faccio altrettanto lasciandomi guidare dall'istinto musicale... a volte ottenendo proficui risultati nella stesura delle linee melodiche, a volte incaponendomi assiduamente per giungere a qualcosa che mi soddisfi per quanto concerne le liriche.
Alberto, il tuo nome è noto agli appassionati di metal italiano principalmente per aver preso parte ai Love Machine. Vorrei che ci parlassi prima di tutto dell'esperienza all'interno di questa band, con cui da un paio di anni hai ripreso ad esibirti.
Alberto: Mi ricordano come Drago e tale pseudonimo è nato con i Love Machine. Anche la Love Machine family è stata assai prolifica basti pensare ai Sigma, ai Blizzard ed ora ai Wicked Machine, ai Myland, ai Raising Fear, ai Dragon's Cave e prima agli Iceberg (ed indirettamente ad Exilia e Vanadium); è sorprendente che la critica non abbia mai approfondito un albero genealogico riguardante due decenni di hard 'n heavy. Mi auguro che noi Love Machine ci si metta sotto a livello compositivo dando maggior lustro alla recente ristampa di 'Hungry for your Love' e alle date live con un cd originale che si intitoli: 'Love Machine: "Twenty Years Ago"'. A maggio inizieremo a gettare il "seme"... non vorrei si riverifichi quanto accadde 10 anni addietro...
Oltre a questa band hai preso parte anche ad altri innumerevoli progetti, fra cui occorre ricordare almeno i bresciani Blizzard: raccontaci brevemente delle tue tante collaborazioni e degli altri gruppi con cui hai inciso.
Alberto: Sono entrato nei Blizzard nel 1995 dopo la dipartita dai Love Machine. I Blizzard erano caratterizzati da ottimi musicisti (Guido Minelli, Gae Manfredini, Gigi Vragnas e Gigi Guerrini) e da un suono incredibilmente "old fashioned". Con loro è uscito un live 'On the road' del 1996 ed un cd in lingua italiana 'Maschere'. Allora firmammo per una sotto-etichetta della Tring Record che doveva annoverare altre rock bands italiane quali i Liftiba... la "casa discografica" fallì poco dopo che iniziarono a pubblicarci. La delusione mi fece sterzare verso l'insegnamento vocale e la sola esecuzione di covers... Recentemente ho fatto un demo con ex-Elegacy (una delle mie preferite heavy band italiane): i Nemesis. Per la Musea Records in occasione del 2° Purgatorio di Dante grazie a Gustavo Pasini sono tornato su un cd: il brano è un "divertissment" per quanto concerne le liriche e sono orgoglioso del finale in crescendo, peccato che, nel libretto, le musiche risultano del solo Gustavo nonostante il notevole mio impegno nella stesura melodica vocale. Con un mio gruppo, la Drago Band, sto riproponendo alcuni brani dei Blizzard. L'obiettivo è pubblicare un cd originale proponente hard blues cantato in italiano, francese, spagnolo, portoghese. Riconosco le intrinseche difficoltà nello svincolarsi dalla lingua inglese ma è una sfida affrontabile se si seguono alcuni fondamenti: un cantato vocalizzato che giochi su regole fonetiche, elisioni e parole tronche, liriche ritmate in rima.
Arriviamo quindi al 2009, quando vi è il tuo ingresso nei Wicked Machine: vuoi parlarci della scelta di entrare in questa nuova band, in particolare cosa ti ha colpito delle composizioni di Steve tanto da farti decidere di prenderne parte?
Alberto: I "Wicked guys" mi hanno contattato ed ho subito apprezzato i loro riffs (in particolare quello di Steve in "I'll Bury your Screams") e la sezione ritmica, in particolare Simone mi ha favorevolmente convinto; dalla seconda metà del 2009 ho iniziato a comporre le linee melodiche vocali e ho suggerito un mio brano. Ho evitato la cerebralità di certo pomposo progressive e l'ortodossia e la scontatezza di certo rock proponendo, ad esempio, i dinamici "bridge" ai soli di "69" e "Love Action", i finali vocali di "Rain" e "I'll Bury your Screams", i refrains immediati di "Raw 'n True","Butterflies in the Stomach" e "Broken Mirrors", i duplici ritornelli di "I'll Be There"...
Dall'altro lato, Steve e compagni, che cosa vi ha colpito di Alberto come cantante e quando avete capito che era esattamente il vocalist che faceva per voi? Avevate già avuto modo di sentirlo cantare, dal vivo o in studio, con i suoi precedenti gruppi?
Manuel: per la band io e Steve abbiamo provato tre cantanti ma nessuno si è dimostrato attivo e partecipe sin dall'inizio, scrivendo di getto in pochissimo tempo i testi e le melodie vocali dei pezzi mandati via mail per far sentire il genere da noi proposto. Per rispondere alla tua domanda Drago lo conoscevo dato che cantava con i Blizzard ed io conosco molto bene il bassista della band. E' stato proprio lui (Gigi Vragnas, che saluto) a dirmi: "Manuel manda i files a Drago, so che a lui fare cose inedite piace, prova, mal che ti vada ti dice no"... Detto, fatto ed in breve sono nati i Wicked Machine.
Steve: ad essere sincero, Alberto "Drago" (è questo il nome con cui io lo conobbi...) non lo conoscevo, anche se sapevo chi erano i Love Machine - li vidi live anni fa, ma senza Drago. Una sera parlando con Manuel mi disse che c'era la possibilità di far avere i nostri pezzi, ancora in lavorazione, a Drago grazie ad un amico in comune (Gigi del Magic Bus di Brescia) ed una volta sentito la prime incisioni fatte da Drago sono rimasto veramente entusiasta. Bellissima voce ed un grandissimo carisma interpretativo. Non poteva essere che lui la nostra voce.
Simone: io lo conoscevo solo di nome e per i lavori fatti in studio. A me è piaciuto da subito - doti vocali a parte - che sono sotto gli occhi (ehm... orecchie) di tutti, mi ha colpito l'approccio originale ed unico ai brani, idee, personalità, professionalità ed esperienza.
Passiamo al vostro album di debutto: se doveste presentarlo voi al pubblico con quali parole lo descrivereste?
Steve: Un onesto album di Hard-Metal con alcune influenze seventies americane.
Alberto: Semplicemente ne consiglio l'acquisto.
Manuel: Direi Hard Rock meets Heavy Metal, se senti bene il cd non ci sono vere e proprie cavalcate o doppia cassa martellante o riff carichi di metallo pesante, ma non ci sono nemmeno le solite songs puramente hard rock aperte e allegre, abbiamo preso il sound caldo dell'hard rock e gli abbiamo iniettato una dose di heavy metal, tanto da mettere in circolo un mix alquanto letale... vi ho incuriosito a sufficienza?
Simone: Un grande rock album, tenete d'occhio questi ragazzacci... faranno strada! Ahahah!
Scendiamo nel dettaglio e partiamo dai testi: cosa avete voluto esprimere in questi 13 brani e qual è il significato del concept da voi ideato? È nato prima quest'ultimo oppure avete adattato i brani già composti in modo da raccontare quanto voluto?
Alberto: Con il mio ritorno alla discografia ed il profetico e di buon auspicio ritorno di Sirrush nel 2552 si sviluppa la trama del concept... Tra mezzo secolo saremo attanagliati dai diversi problemi vissuti dai due protagonisti del cd: GUN e FUN. Tutto è nato liberamente, semplicemente, contemporaneamente alle strutture compositive dei brani.
Le registrazioni come si sono svolte? Aneddoti dallo studio?
Simone: Dopo aver concluso gli arrangiamenti e pre-produzione abbiamo cominciato a registrare singolarmente le nostre parti. Prima le sessioni di batteria, poi basso, chitarra, tastiere ed infine voce, fatta in più sessioni nell'arco di qualche mese. Il tutto si è svolto nella sala prove/studio qui a Brescia, sede operativa dei Dogs 'n Bones (VK Studio). Aneddoti? Mi limito solo a ricordare un venerdì notte, all'una e trenta ancora in studio con un una bottiglia di Jack "smaterializzata" in poche ore.
Manuel: Lascio la parola a Steve, visto che è stato lui ad essere più sotto pressione, dato che è anche la sua prima vera session (stressante) di registrazione. Io e Simo ci siamo fatti le ossa con i due cd dei Dogs 'n Bones prodotti da Dario Mollo, lì si che c'era da soffrire, qui diciamo che per noi è stata una piacevole esperienza, visto che il cd lo abbiamo registrato e prodotto presso la nostra sale prove con tutti i più professionali mezzi che disponiamo, sotto l'orecchio vigile del nostro Simo che si è sdoppiato in batterista, mixerista e produttore esecutivo... Ci sarebbero alcuni divertenti aneddoti sulle singing session ma lascio a Drago la parola... Il master lo abbiamo affidato ad uno studio (First Line Studio), insomma ci siamo arrangiati e devo dire pure bene... non trovi?
Steve: Rilassante, ah ah ah... Grande caldo (agosto!) e la giusta attenzione.
Alberto: Nelle registrazione serali e notturne trovavo conforto in bottiglie di scotch whisky che regolarmente non finivo... il giorno dopo le ritrovavo tali e quali e i ragazzi mi prendevano in giro dicendo che non avevo più il fisico per consumarle in toto... meno male che alcuni di loro erano astemi, è per questo che siamo tutti completamente soddisfatti della produzione!
Per quanto riguarda la copertina, com'è nata e come mai la decisione di rivolgervi a un fumettista?
Manuel: Conosco Francesco Biagini, visto che ha lavorato (e lavorerà ancora mi auguro) con noi anche per i lavori dei Dogs 'n Bones, il suo disegno mi piace: è personale ed è un mix di stile americano/giapponese. L'ho contattato con largo anticipo, visto che la sua agenda è sempre piena, ed abbiamo iniziato a sviluppare il soggetto principale (la "Wicked Machine", che c'è in copertina) ancora prima di finire musicalmente il cd.
Steve: Ottima inventiva, visto le copertine dei Dogs 'n Bones poi...
Simone: Io e Manuel ci siamo già rivolti a Mr Biagini per le copertine dei Dogs. Conoscendo il modo di lavorare ed i risultati ottenuti (e aggiungerei anche una grande disponibilità) non abbiamo esitato a ritornare da lui per il lavoro.
A fine album troviamo la cover del classico "The Trooper" completamente riarrangiata in chiave acustica: come è nata questa scelta e come mai avete deciso di riproporre un brano completamente riarrangiato rispetto all'originale?
Alberto: "Take My Life" testimonia, a mio avviso, l'ideale approccio con il quale relazionarsi alle covers: l'originalità.
Steve: L'idea è stata di Manuel, una ottima idea. Visto l'attaccamento che abbiamo per gli Iron, ci sembrava logico prendere una loro song e provarla a girare in chiave acustica. A mio parere è uscita una bellissima versione molto originale, dove per il sottoscritto ha richiesto un'intera giornata per registrare le moltissime tracce di chitarra.
Simone: L'idea è venuta a Manuel. Io non sono un grande amante degli Iron Maiden però devo dire che lo "stravolgimento" del pezzo mi è piaciuto da subito: sottolineerei inoltre che - è si una cover ma... molto personale!
Manuel: Facciamo una premessa: è tanto tempo che tre pezzi degli Iron Maiden che ho suonato nella mia vita centinaia di volte hanno perso il gusto e l'emozione della riproposizione musicale; i pezzi sono: "Hallowed Be Thy Name", "Fear of the Dark" e "The Trooper", l'ABC di ogni metallaro che impara a suonare il proprio strumento sulle cavalcate dei Maiden. C'era un idea di inserire una cover un po' particolare a fine cd, tipo qualche gemma di Ozzy poco proposta o qualcosa dei Sabbath (Dio era), ma alcuni non gradivano la vera e propria cover, quindi ho detto: "ok, è il momento di sviluppare l'arrangiamento che da un po' pensavo" e mi sono messo assieme a Steve ad arrangiare il pezzo in modo acustico. Abbiamo cercato di eseguire la canzone non come una cavalcata, come l'hanno eseguita i Maiden, piuttosto ho pensato al campo di battaglia (descritto nel testo di Harris) pieno di morti e qualche ferito che rialzandosi cerca di capire cosa lo avesse portato lì riflettendo sull'utilità della guerra e del massacro appena avvenuto, e cosi è partita l'idea "Take My Life" (the Trooper). Drago si è perfettamente calato nella parte interpretando il pezzo con chiari/scuri non indifferenti trasformando la song proprio in quello che mi immaginavo... un lavoraccio sia suonarla e registrarla viste le varie chitarre acustiche e voci che si intrecciano, ma anche una bella soddisfazione... e... no, non la suoneremo mai dal vivo, visto che qualcuno già me lo ha chiesto, non avrebbe senso... live va fatta solo quella tirata dei Maiden, che non faremo mai lo stesso per i motivi che ti ho detto sopra.
La firma per My Graveyard Productions è stata ricercata grazie al fatto che Manuel e Simone avessero già pubblicato due album per questa label oppure avete vagliato diverse proposte prima di decidere per l'etichetta bresciana? Come vi siete trovati per questa collaborazione?
Steve: È stato naturale proporlo prima a Giuliano, visto gli ottimi rapporti che ci sono tra i Dogs e l'etichetta. Una volta avuto esito positivo da Giuliano non ci siamo preoccupati di vagliare altre proposte. E poi è un ottimo conoscitore del genere, dove poter chiedere consigli su tutto quello che riguarda il Metal anni '80.
Manuel: Diciamo che per conoscenza il primo che ho contattato è stato Giuliano della My Graveyard, ci conosciamo bene, l'ho chiamato e gli ho detto "andiamo a mangiarci una pizza così ti giro un cd del nostro nuovo progetto extra Dogs 'n Bones"... detto fatto, visto che siamo entrambi di Brescia: tra una birra e una pizza gli abbiamo (io e Simo) illustrato il progetto e lasciato il lavoro prima del master finale. Entro una settimana mi ha chiamato, fatto i complimenti e detto: "bravi ragazzi bel lavoro, quando vorreste uscire con il prodotto?" Non aveva senso sentire altre etichette.
Simone: Conoscendo Giuliano non ho mai avuto dubbi su dove andare a proporre il lavoro!
Siete soddisfatti del prodotto finito oppure a conclusione del tutto sentite che i Wicked Machine avrebbero potuto fare meglio?
Steve: Nel complesso sì, sono soddisfatto, ma poi vengono sempre nuove idee, nuovi assoli e arrangiamenti differenti dei brani.
Manuel: Ti dico la verità i pezzi del cd per me sono, ora, solo pezzi da suonare dal vivo da proporre a chi ancora non li ha sentiti. Le soddisfazioni le ho avute man mano che arrivavano le voci di Drago via mail o man mano i mix prendevano vita, ora dopo aver sentito il cd trecentomila volte il "fare meglio" lo affido ai pezzi nuovi che stanno già prendendo forma su Cubase a casa mia e di Steve, cose embrionali ma sicuramente pezzi con in testa già il tipo di cantato o il tiro che potrebbero avere una volta completati. Considera che la maggior parte dei pezzi di Wicked Machine li abbiamo preparati senza avere idea di chi li avrebbe cantati e sopratutto come... Ora abbiamo e sappiamo chi c'è alla voce e quindi il fare meglio (per quanto mi riguarda) sarà per il prossimo lavoro... Ovvio che di questo sono soddisfatto.
Simone: Più ascoltavo il cd e più venivano nuovi spunti e idee. Ad un certo punto bisogna saper dire stop, o non si finisce mai. Alla fine direi che va bene così, sono soddisfatto.
Alberto: Al meglio come al peggio non vi è limite ma sono pienamente soddisfatto. E senz'altro lo sarò anche di un nostro prossimo lavoro.
Per il fronte live cosa mi potete dire? Avete già avuto modo di portare la vostra musica su diversi palchi oppure al momento potete contare solo su pochi concerti all'attivo? Pensate di supportare al meglio questo album suonando il più possibile in giro o i Wicked Machine sono principalmente una band da studio?
Simone: Al momento non abbiamo minutaggio tale da poter sostenere un concerto di soli pezzi originali. Inoltre non abbiamo un tastierista dal vivo quindi qualche pezzo del cd non risulta fattibile. L'obiettivo, ovviamente, è quello di poter suonare solamente pezzi originali ma per ora dobbiamo anche inserire alcune cover di gruppi storici. Mi auguro di suonare tantissimo in giro con i WM, speriamo di avere parecchie occasioni per poter promuovere al meglio l'album, vediamo come riusciremo a muoverci.
Alberto: I Wicked Machine sono una live band...
Steve: Abbiamo fatto solo ora i nostri primi concerti per promuovere il cd e le impressioni fatte sembrano positive. L' accumulata esperienza live con altre band ci permette di creare un buon spettacolo. Noi contiamo di suonare il più possibile, ma trovare date in buoni locali con adeguata struttura diventa sempre più difficile. Troppe cover band e pochissimo spazio a musica originale. Ma forse l'italiano medio vuole ciò...
Manuel: L'idea è di suonare live il più possibile e continuare a lavorare su nuovi pezzi; la scaletta è pronta e registrata dall'estate 2010, ti dico registrata visto che non vivendo tutti nella stessa città l'unico modo per provare è risentire la scaletta suonata live in studio e risuonarci sopra autonomamente ognuno a casa sua.
Per quanto riguarda una possibile scaletta dal vivo, punterete esclusivamente sui brani contenuti all'interno del vostro debutto oppure sono previsti inediti e cover di altri gruppi?
Manuel: Abbiamo "varato" la band il 26 febbraio 2011 con la serata di presentazione del cd qui a Brescia (il cd è uscito giusto quel sabato) e abbiamo bissato la settimana scorsa a Ornavasso (dalle parti di Drago). Ora abbiamo un po' di date da fissare e vedere cosa succede, sicuro che la nostra stagione live sarà al top da settembre 2011, visto che i locali hanno programmazioni abbastanza allargate e quindi non sempre c'è posto per tutti... Lasciamo che il cd giri un po' ed abbia riscontri, si spera positivi, e si inizi a muovere qualcosa. La scaletta live è formata da 9 dei 12 pezzi che compaiono nel cd piu qualche cover non proprio canonica nei repertori di Scorpions, Black Sabbath (Dio & Ozzy era), Iron Maiden Judas Priest, Manowar, R.J. Dio, Saxon, Whitesnake...
L'esperienza accumulata in questi anni al di fuori dai Wicked Machine vi avrà sicuramente dato un chiaro quadro della situazione italiana riguardo la nostra scena metal/hard rock: vorrei che mi parlaste dei pregi e dei difetti, dal punto di vista personale, che avete trovato in Italia e su cosa bisognerebbe puntare per far crescere il nostro movimento musicale.
Steve: Prima i difetti: a mio parere la musica non è più assimilata come un tempo. Penso sia diventata merce usa e getta (internet fa tanto, nel bene e nel male). Troppa frenesia in tutto. Non so quante persone si prendono il tempo di "sentire" un album in casa, seduti su un divano. E poi, la musica live non è più vista come un momento d'aggregazione come anni fa. Capita di suonare in locali dove c'è più gente fuori che dentro. Ed è vero, c'è invidia. Positivi: il tasso tecnico dei musicisti, ora è elevatissimo. Capita spesso di trovare diciottenni veramente preparati. E poi il nostro amato genere ha un vero e forte seguito, dove capita spesso di trovare fantastiche persone. Bisognerebbe supportare la scena italiana che è ottima.
Manuel: Parla bene Steve ed ha ragione ma, per far crescere un vero movimento musicale italiano bisogna smettere di far suonare tribute band, smettere di aprire locali e far suonare i gruppi solo per attirare amici delle band a bere birra nel locale di turno, smettere di dare la possibilità a qualsiasi locale di far fare musica dal vivo. Molte volte la musica dal vivo è poco apprezzata, sopratutto hard rock e metal, dato che i locali non hanno le dimensioni adatte per fare suonare un genere dove il volume alto ed alcune dinamiche devono esserci necessariamente... Questi sono i difetti. I pregi: suonare tra una tribute band e l'altra in locali piccoli dove i suoni non hanno mai un giusto volume vista la dimensione e il tutto con la clausola del gestore di riempire il locale con gente vicina alla band. Fortuna che non sempre è cosi ma la proporzione è 1 a 10.
Simone: Il discorso è sempre il solito: bisognerebbe riuscire ad "educare" la gente all'ascolto di musica originale, questo migliorerebbe tutta la scena rock/metal e non solo. Più gente nei locali, più live e più spazio per band emergenti di esibirsi dal vivo.
Alberto: Negli anni '90 era possibile farsi pagare il master di registrazione (avvenne con 'Hungry for your Love' dei Love Machine) oggi no. Però la tecnologia da l'opportunità a molte band di fare registrazione professionali, di produrre video interessanti o di promuoversi intelligentemente. Il livello tecnico di chi suona è incredibilmente buono e la differenza semmai la determinano idee e capacità compositive. La scena italiana è lacunosa per quanto concerne la possibilità di esibirsi live: mi arrivano spesso e-mail inerenti il cachet di nomi internazionali della scena rock e mi si chiede di intercedere con i gestori dei locali per serate live in quanto club appena aperti si fanno conoscere grazie tali eventi. I clubs già avviati invece preferiscono affidarsi esclusivamente a tribute-band di cloni a volte disdicevoli; chi propone musica originale per farsi conoscere è invece obbligato a suonare gratuitamente magari giustificato da dirette radiofoniche dallo scarso livello tecnico... l'unica opportunità per chi non ha accesso ai "media" ed appartiene alla scena underground è "consorziarsi" ad altre band, affittare "luoghi consoni" e suonarci per farsi conoscere, dare origine a "cultura e movimenti musicali"...
Sempre riguardo alla scena italiana quali sono i gruppi con cui ultimamente avete condiviso esperienze e che pensate meritino l'attenzione del nostro pubblico?
Steve: Hell Circle. Abbiamo scambiato un paio di date con l'altro mio gruppo (i Thunder Axe) e sono dei ragazzi fantastici e veramente preparati.
Manuel: Ho appena sentito live i Dreamhunter nostri amici da tanto tempo e i No Remorse, altrettanto validi, per non parlare di Frozen Tears, sempre molto precisi e professionali. Ti cito anche gli Skanners con i quali nel 2007 abbiamo condiviso il palco al Motorock di Cremona. Ormai le band italiane sono competitive, ma in pochi vogliono puntare sull'inedito, è più facile riempire un locale con una tribute band dei System of a Down o dei Queen.
Simone: Come Dogs 'n Bones siamo fermi da un po' di tempo, però in passato abbiamo condiviso il palco con alcuni compagni di etichetta. A tal proposito vorrei (un po' di sano campanilismo) segnalare i giovanissimi bresciani Prodigal Sons ed i DreamHunter. Salutiamo anche i Thunder Axe del nostro Steve (che registraranno da me il loro album).
Alberto: spero di condividere il palco assieme a bands valide quali gli italo-americani Forty Point prodotti da Christy Lee Rogers, gli italo-tedeschi Love.Might.Kill, i bresciani Hell's Island, i Dreamhunter e tanti altri.
Manuel e Simone, per quanto riguarda i Dogs'n'Bones potete aggiornarci su cosa state lavorando? Ho letto che siete già in fase compositiva da diversi mesi: pensate che entro l'anno riuscirete a registrare qualcosa di nuovo o per il momento siete dediti interamente alla promozione dei Wicked Machine?
Simone: Adesso cominciamo la pre-produzione, entro fine estate avremo registrato tutte le parti di batteria, basso e chitarra.
Manuel: Siamo in fase di pre-produzione del cd. Abbiamo per ora scritto e registrato circa 18 pezzi nuovi ed una cover, ora dobbiamo schiarire bene le idee e lavorare meglio solo sui pezzi da far finire sul prossimo album... Come ha detto già Simo entro questa estate finiremo le parti di chitarra batteria e basso. Le voci le faremo verso ottobre/novembre.
Si conclude qui la nostra intervista: vi ringrazio per la disponibilità e vi lascio questo spazio finale per un vostro messaggio ai fan e ai lettori. Se volete lasciate anche i contatti della band e segnalate le prossime date dal vivo.
Manuel: venite a trovarci sia su facebook (basta scrivere wicked machine) oppure su myspace (
www.myspace.com/wickedmachine2552) e vedetevi e sentitevi alcune nostre songs. Sopratutto comprate il cd e continuate a sostenere la musica inedita hard & heavy made in Italy... A presto!
Simone: Grazie a te per lo spazio che ci hai riservato! A tutti i lettori dico solo di continuare a supportare le bands italiane e mi raccomando: tutti a comprare l'album di debutto dei Wicked Machine!
Steve: Date dal vivo sono in "work in progress" (se a qualcuno interessa la nostra musica, siamo disponibili). Sentite il cd e venite a vederci live, è sempre bello conoscere nuove persone. Ringrazio tutti i supporter del gruppo e lo spazio a noi riservato per questa intervista. Stay Metal.
Alberto: Grazie Gabriele e lunga buona vita agli Italians Metal "web-zinners".
Intervista a cura di Gabriele Nunziante