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 Oggetto del messaggio: Wicked MAchine: l'intervista
 Messaggio Inviato: venerdì 1 aprile 2011, 14:32 
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Scritto da Gabriele Nunziante
Venerdì 01 Aprile 2011 09:00
In occasione della pubblicazione del loro album di debutto, Italian Metal ha incontrato i Wicked Machine, una realtà nuova ma composta da musicisti già ben noti nella scena italiana, riunitisi sotto questo moniker per una nuova esperienza. L'ottimo album pubblicato è lo spunto per questa lunga intervista condotta con la band al completo: Steve Zambelli, Alberto "Drago" Ragozza, Manuel Gatti e Simone Oldofredi si sono prestati a raccontare tutto sul gruppo, dalle origini fino al debutto uscito a fine febbraio, senza tralasciare la scena italiana e le proprie esperienze musicali. Buona lettura.

Un saluto ai Wicked Machine, benvenuti sulle nostre pagine. Nonostante l'esperienza che accomuna tutti e quattro i componenti siete un gruppo al debutto, quindi partirei con una breve presentazione della band. Steve, raccontaci di come sono nati i Wicked Machine e quali sono stati i primi passi, a partire dalla composizione dei primi brani e all'arrivo dei due Dogs'n'Bones.
Steve Zambelli: Sentivo l'esigenza di proporre brani originali ed in quel periodo con i Thunder Axe stavamo attraversando una fase di ripetuti cambiamenti di formazione con la produzione musicale in stand-by. Avevo a disposizione diversi brani e, nel web, ho iniziato la ricerca di persone interessate allo sviluppo di brani originali. Fui inizialmente contattato da un cantante di Brescia che mi mise in contatto con Manuel (Gatti, l'attuale bassista - ndr). Iniziò la ricerca del batterista senza i risultati sperati ed inoltre in quel periodo ci congedammo dal primo cantante. Nel frattempo io e Manuel iniziammo la stesura dei pezzi fino a trovare la giusta sintonia. Venne spontaneo a Manuel domandare a Simone (Oldofredi, già nei Dogs'n'Bones con Manuel - ndr), se fosse libero da impegni. Avuto disponibilità da Simone, il nucleo principale del gruppo prese vita e con l'arrivo di Drago (Alberto Ragozza, voce - ndr) nacquero i Wicked Machine.

Il nome della band è stato deciso fin da subito oppure è nato solo a formazione completata? Qual è l'origine di questo nome e perché è stato scelto?
Alberto "Drago" Ragozza: Manuel ha tirato fuori dal cilindro il nome Wicked Machine e l'ho approvato immediatamente in quanto il concept è ambientato in un anno pressoché "speculare", il 25-52 D.C. Speculare è pure il logo della band determinato dalle iniziali del nome: W M...

Ascoltando il vostro album ho avuto l'impressione che i generi a cui vi siete rifatti sono i più vari, tanto da dare un'identità tutta sua al gruppo. Mi parlate di quali sono state le più grandi influenze nella composizione, anche citandomi i vostri gruppi di riferimento, e se avete degli obiettivi riguardo il genere o se vi lasciate guidare solo dall'istinto musicale?
Manuel Gatti: la musica dei pezzi è stata discussa e sviluppata da me e Steve ed arrangiata poi con Simone; alcuni riff molto heavy sono stati ammorbiditi o, viceversa, dall'idea vocale di Drago cantata su una versione beta dei pezzi, ribaltata per fare in modo che la voce avesse il giusto risalto. I brani sono nati a casa mia assieme a Steve o a casa di Steve. Una volta portava lui un pezzo, un'altra io, scambiandoci idee e files (Steve abita a Bergamo, io a Brescia); è stata poi costruita un ossatura portante e con Simone abbiamo messo altra carne al fuoco grazie i suoi "beat" di batteria. Una volta suonato il pezzo il tutto finiva a Dormelletto via mail, in modo tale che Drago potesse scrivere e cantare le sue parti. Direi che ci siamo lasciati accompagnare dall'istinto musicale, senza cercare di assomigliare a questa o quella band.
Simone Oldofredi: Non ho composto i brani, mi sono limitato all'arrangiamento di una parte di essi. Obiettivi non ce ne sono, credo che l'istinto abbia guidato più o meno tutti.
Steve: Il nostro sound è nato nel modo più spontaneo possibile, visto che ogni uno di noi ha un background musicale differente; è stato l'insieme delle nostre influenze a creare il suono Wicked Machine. Comunque sono un amante incallito del vero Hard-Metal anni '80 (Savatage, Saxon, Accept, Dio, Leatherwolf, Angel Wicth, Def Leppard e Iron Maiden...)
Alberto: Bella domanda Gabriele, ti ringrazio per avermela posta. La mia regola è non aver regole. Mi ispiro a Robert Wyatt il quale improvvisava tutto in sede di registrazione; faccio altrettanto lasciandomi guidare dall'istinto musicale... a volte ottenendo proficui risultati nella stesura delle linee melodiche, a volte incaponendomi assiduamente per giungere a qualcosa che mi soddisfi per quanto concerne le liriche.

Alberto, il tuo nome è noto agli appassionati di metal italiano principalmente per aver preso parte ai Love Machine. Vorrei che ci parlassi prima di tutto dell'esperienza all'interno di questa band, con cui da un paio di anni hai ripreso ad esibirti.
Alberto: Mi ricordano come Drago e tale pseudonimo è nato con i Love Machine. Anche la Love Machine family è stata assai prolifica basti pensare ai Sigma, ai Blizzard ed ora ai Wicked Machine, ai Myland, ai Raising Fear, ai Dragon's Cave e prima agli Iceberg (ed indirettamente ad Exilia e Vanadium); è sorprendente che la critica non abbia mai approfondito un albero genealogico riguardante due decenni di hard 'n heavy. Mi auguro che noi Love Machine ci si metta sotto a livello compositivo dando maggior lustro alla recente ristampa di 'Hungry for your Love' e alle date live con un cd originale che si intitoli: 'Love Machine: "Twenty Years Ago"'. A maggio inizieremo a gettare il "seme"... non vorrei si riverifichi quanto accadde 10 anni addietro...

Oltre a questa band hai preso parte anche ad altri innumerevoli progetti, fra cui occorre ricordare almeno i bresciani Blizzard: raccontaci brevemente delle tue tante collaborazioni e degli altri gruppi con cui hai inciso.
Alberto: Sono entrato nei Blizzard nel 1995 dopo la dipartita dai Love Machine. I Blizzard erano caratterizzati da ottimi musicisti (Guido Minelli, Gae Manfredini, Gigi Vragnas e Gigi Guerrini) e da un suono incredibilmente "old fashioned". Con loro è uscito un live 'On the road' del 1996 ed un cd in lingua italiana 'Maschere'. Allora firmammo per una sotto-etichetta della Tring Record che doveva annoverare altre rock bands italiane quali i Liftiba... la "casa discografica" fallì poco dopo che iniziarono a pubblicarci. La delusione mi fece sterzare verso l'insegnamento vocale e la sola esecuzione di covers... Recentemente ho fatto un demo con ex-Elegacy (una delle mie preferite heavy band italiane): i Nemesis. Per la Musea Records in occasione del 2° Purgatorio di Dante grazie a Gustavo Pasini sono tornato su un cd: il brano è un "divertissment" per quanto concerne le liriche e sono orgoglioso del finale in crescendo, peccato che, nel libretto, le musiche risultano del solo Gustavo nonostante il notevole mio impegno nella stesura melodica vocale. Con un mio gruppo, la Drago Band, sto riproponendo alcuni brani dei Blizzard. L'obiettivo è pubblicare un cd originale proponente hard blues cantato in italiano, francese, spagnolo, portoghese. Riconosco le intrinseche difficoltà nello svincolarsi dalla lingua inglese ma è una sfida affrontabile se si seguono alcuni fondamenti: un cantato vocalizzato che giochi su regole fonetiche, elisioni e parole tronche, liriche ritmate in rima.

Arriviamo quindi al 2009, quando vi è il tuo ingresso nei Wicked Machine: vuoi parlarci della scelta di entrare in questa nuova band, in particolare cosa ti ha colpito delle composizioni di Steve tanto da farti decidere di prenderne parte?
Alberto: I "Wicked guys" mi hanno contattato ed ho subito apprezzato i loro riffs (in particolare quello di Steve in "I'll Bury your Screams") e la sezione ritmica, in particolare Simone mi ha favorevolmente convinto; dalla seconda metà del 2009 ho iniziato a comporre le linee melodiche vocali e ho suggerito un mio brano. Ho evitato la cerebralità di certo pomposo progressive e l'ortodossia e la scontatezza di certo rock proponendo, ad esempio, i dinamici "bridge" ai soli di "69" e "Love Action", i finali vocali di "Rain" e "I'll Bury your Screams", i refrains immediati di "Raw 'n True","Butterflies in the Stomach" e "Broken Mirrors", i duplici ritornelli di "I'll Be There"...

Dall'altro lato, Steve e compagni, che cosa vi ha colpito di Alberto come cantante e quando avete capito che era esattamente il vocalist che faceva per voi? Avevate già avuto modo di sentirlo cantare, dal vivo o in studio, con i suoi precedenti gruppi?
Manuel: per la band io e Steve abbiamo provato tre cantanti ma nessuno si è dimostrato attivo e partecipe sin dall'inizio, scrivendo di getto in pochissimo tempo i testi e le melodie vocali dei pezzi mandati via mail per far sentire il genere da noi proposto. Per rispondere alla tua domanda Drago lo conoscevo dato che cantava con i Blizzard ed io conosco molto bene il bassista della band. E' stato proprio lui (Gigi Vragnas, che saluto) a dirmi: "Manuel manda i files a Drago, so che a lui fare cose inedite piace, prova, mal che ti vada ti dice no"... Detto, fatto ed in breve sono nati i Wicked Machine.
Steve: ad essere sincero, Alberto "Drago" (è questo il nome con cui io lo conobbi...) non lo conoscevo, anche se sapevo chi erano i Love Machine - li vidi live anni fa, ma senza Drago. Una sera parlando con Manuel mi disse che c'era la possibilità di far avere i nostri pezzi, ancora in lavorazione, a Drago grazie ad un amico in comune (Gigi del Magic Bus di Brescia) ed una volta sentito la prime incisioni fatte da Drago sono rimasto veramente entusiasta. Bellissima voce ed un grandissimo carisma interpretativo. Non poteva essere che lui la nostra voce.
Simone: io lo conoscevo solo di nome e per i lavori fatti in studio. A me è piaciuto da subito - doti vocali a parte - che sono sotto gli occhi (ehm... orecchie) di tutti, mi ha colpito l'approccio originale ed unico ai brani, idee, personalità, professionalità ed esperienza.

Passiamo al vostro album di debutto: se doveste presentarlo voi al pubblico con quali parole lo descrivereste?
Steve: Un onesto album di Hard-Metal con alcune influenze seventies americane.
Alberto: Semplicemente ne consiglio l'acquisto.
Manuel: Direi Hard Rock meets Heavy Metal, se senti bene il cd non ci sono vere e proprie cavalcate o doppia cassa martellante o riff carichi di metallo pesante, ma non ci sono nemmeno le solite songs puramente hard rock aperte e allegre, abbiamo preso il sound caldo dell'hard rock e gli abbiamo iniettato una dose di heavy metal, tanto da mettere in circolo un mix alquanto letale... vi ho incuriosito a sufficienza?
Simone: Un grande rock album, tenete d'occhio questi ragazzacci... faranno strada! Ahahah!

Scendiamo nel dettaglio e partiamo dai testi: cosa avete voluto esprimere in questi 13 brani e qual è il significato del concept da voi ideato? È nato prima quest'ultimo oppure avete adattato i brani già composti in modo da raccontare quanto voluto?
Alberto: Con il mio ritorno alla discografia ed il profetico e di buon auspicio ritorno di Sirrush nel 2552 si sviluppa la trama del concept... Tra mezzo secolo saremo attanagliati dai diversi problemi vissuti dai due protagonisti del cd: GUN e FUN. Tutto è nato liberamente, semplicemente, contemporaneamente alle strutture compositive dei brani.

Le registrazioni come si sono svolte? Aneddoti dallo studio?
Simone: Dopo aver concluso gli arrangiamenti e pre-produzione abbiamo cominciato a registrare singolarmente le nostre parti. Prima le sessioni di batteria, poi basso, chitarra, tastiere ed infine voce, fatta in più sessioni nell'arco di qualche mese. Il tutto si è svolto nella sala prove/studio qui a Brescia, sede operativa dei Dogs 'n Bones (VK Studio). Aneddoti? Mi limito solo a ricordare un venerdì notte, all'una e trenta ancora in studio con un una bottiglia di Jack "smaterializzata" in poche ore.
Manuel: Lascio la parola a Steve, visto che è stato lui ad essere più sotto pressione, dato che è anche la sua prima vera session (stressante) di registrazione. Io e Simo ci siamo fatti le ossa con i due cd dei Dogs 'n Bones prodotti da Dario Mollo, lì si che c'era da soffrire, qui diciamo che per noi è stata una piacevole esperienza, visto che il cd lo abbiamo registrato e prodotto presso la nostra sale prove con tutti i più professionali mezzi che disponiamo, sotto l'orecchio vigile del nostro Simo che si è sdoppiato in batterista, mixerista e produttore esecutivo... Ci sarebbero alcuni divertenti aneddoti sulle singing session ma lascio a Drago la parola... Il master lo abbiamo affidato ad uno studio (First Line Studio), insomma ci siamo arrangiati e devo dire pure bene... non trovi?
Steve: Rilassante, ah ah ah... Grande caldo (agosto!) e la giusta attenzione.
Alberto: Nelle registrazione serali e notturne trovavo conforto in bottiglie di scotch whisky che regolarmente non finivo... il giorno dopo le ritrovavo tali e quali e i ragazzi mi prendevano in giro dicendo che non avevo più il fisico per consumarle in toto... meno male che alcuni di loro erano astemi, è per questo che siamo tutti completamente soddisfatti della produzione!

Per quanto riguarda la copertina, com'è nata e come mai la decisione di rivolgervi a un fumettista?
Manuel: Conosco Francesco Biagini, visto che ha lavorato (e lavorerà ancora mi auguro) con noi anche per i lavori dei Dogs 'n Bones, il suo disegno mi piace: è personale ed è un mix di stile americano/giapponese. L'ho contattato con largo anticipo, visto che la sua agenda è sempre piena, ed abbiamo iniziato a sviluppare il soggetto principale (la "Wicked Machine", che c'è in copertina) ancora prima di finire musicalmente il cd.
Steve: Ottima inventiva, visto le copertine dei Dogs 'n Bones poi...
Simone: Io e Manuel ci siamo già rivolti a Mr Biagini per le copertine dei Dogs. Conoscendo il modo di lavorare ed i risultati ottenuti (e aggiungerei anche una grande disponibilità) non abbiamo esitato a ritornare da lui per il lavoro.

A fine album troviamo la cover del classico "The Trooper" completamente riarrangiata in chiave acustica: come è nata questa scelta e come mai avete deciso di riproporre un brano completamente riarrangiato rispetto all'originale?
Alberto: "Take My Life" testimonia, a mio avviso, l'ideale approccio con il quale relazionarsi alle covers: l'originalità.
Steve: L'idea è stata di Manuel, una ottima idea. Visto l'attaccamento che abbiamo per gli Iron, ci sembrava logico prendere una loro song e provarla a girare in chiave acustica. A mio parere è uscita una bellissima versione molto originale, dove per il sottoscritto ha richiesto un'intera giornata per registrare le moltissime tracce di chitarra.
Simone: L'idea è venuta a Manuel. Io non sono un grande amante degli Iron Maiden però devo dire che lo "stravolgimento" del pezzo mi è piaciuto da subito: sottolineerei inoltre che - è si una cover ma... molto personale!
Manuel: Facciamo una premessa: è tanto tempo che tre pezzi degli Iron Maiden che ho suonato nella mia vita centinaia di volte hanno perso il gusto e l'emozione della riproposizione musicale; i pezzi sono: "Hallowed Be Thy Name", "Fear of the Dark" e "The Trooper", l'ABC di ogni metallaro che impara a suonare il proprio strumento sulle cavalcate dei Maiden. C'era un idea di inserire una cover un po' particolare a fine cd, tipo qualche gemma di Ozzy poco proposta o qualcosa dei Sabbath (Dio era), ma alcuni non gradivano la vera e propria cover, quindi ho detto: "ok, è il momento di sviluppare l'arrangiamento che da un po' pensavo" e mi sono messo assieme a Steve ad arrangiare il pezzo in modo acustico. Abbiamo cercato di eseguire la canzone non come una cavalcata, come l'hanno eseguita i Maiden, piuttosto ho pensato al campo di battaglia (descritto nel testo di Harris) pieno di morti e qualche ferito che rialzandosi cerca di capire cosa lo avesse portato lì riflettendo sull'utilità della guerra e del massacro appena avvenuto, e cosi è partita l'idea "Take My Life" (the Trooper). Drago si è perfettamente calato nella parte interpretando il pezzo con chiari/scuri non indifferenti trasformando la song proprio in quello che mi immaginavo... un lavoraccio sia suonarla e registrarla viste le varie chitarre acustiche e voci che si intrecciano, ma anche una bella soddisfazione... e... no, non la suoneremo mai dal vivo, visto che qualcuno già me lo ha chiesto, non avrebbe senso... live va fatta solo quella tirata dei Maiden, che non faremo mai lo stesso per i motivi che ti ho detto sopra.

La firma per My Graveyard Productions è stata ricercata grazie al fatto che Manuel e Simone avessero già pubblicato due album per questa label oppure avete vagliato diverse proposte prima di decidere per l'etichetta bresciana? Come vi siete trovati per questa collaborazione?
Steve: È stato naturale proporlo prima a Giuliano, visto gli ottimi rapporti che ci sono tra i Dogs e l'etichetta. Una volta avuto esito positivo da Giuliano non ci siamo preoccupati di vagliare altre proposte. E poi è un ottimo conoscitore del genere, dove poter chiedere consigli su tutto quello che riguarda il Metal anni '80.
Manuel: Diciamo che per conoscenza il primo che ho contattato è stato Giuliano della My Graveyard, ci conosciamo bene, l'ho chiamato e gli ho detto "andiamo a mangiarci una pizza così ti giro un cd del nostro nuovo progetto extra Dogs 'n Bones"... detto fatto, visto che siamo entrambi di Brescia: tra una birra e una pizza gli abbiamo (io e Simo) illustrato il progetto e lasciato il lavoro prima del master finale. Entro una settimana mi ha chiamato, fatto i complimenti e detto: "bravi ragazzi bel lavoro, quando vorreste uscire con il prodotto?" Non aveva senso sentire altre etichette.
Simone: Conoscendo Giuliano non ho mai avuto dubbi su dove andare a proporre il lavoro!

Siete soddisfatti del prodotto finito oppure a conclusione del tutto sentite che i Wicked Machine avrebbero potuto fare meglio?
Steve: Nel complesso sì, sono soddisfatto, ma poi vengono sempre nuove idee, nuovi assoli e arrangiamenti differenti dei brani.
Manuel: Ti dico la verità i pezzi del cd per me sono, ora, solo pezzi da suonare dal vivo da proporre a chi ancora non li ha sentiti. Le soddisfazioni le ho avute man mano che arrivavano le voci di Drago via mail o man mano i mix prendevano vita, ora dopo aver sentito il cd trecentomila volte il "fare meglio" lo affido ai pezzi nuovi che stanno già prendendo forma su Cubase a casa mia e di Steve, cose embrionali ma sicuramente pezzi con in testa già il tipo di cantato o il tiro che potrebbero avere una volta completati. Considera che la maggior parte dei pezzi di Wicked Machine li abbiamo preparati senza avere idea di chi li avrebbe cantati e sopratutto come... Ora abbiamo e sappiamo chi c'è alla voce e quindi il fare meglio (per quanto mi riguarda) sarà per il prossimo lavoro... Ovvio che di questo sono soddisfatto.
Simone: Più ascoltavo il cd e più venivano nuovi spunti e idee. Ad un certo punto bisogna saper dire stop, o non si finisce mai. Alla fine direi che va bene così, sono soddisfatto.
Alberto: Al meglio come al peggio non vi è limite ma sono pienamente soddisfatto. E senz'altro lo sarò anche di un nostro prossimo lavoro.

Per il fronte live cosa mi potete dire? Avete già avuto modo di portare la vostra musica su diversi palchi oppure al momento potete contare solo su pochi concerti all'attivo? Pensate di supportare al meglio questo album suonando il più possibile in giro o i Wicked Machine sono principalmente una band da studio?
Simone: Al momento non abbiamo minutaggio tale da poter sostenere un concerto di soli pezzi originali. Inoltre non abbiamo un tastierista dal vivo quindi qualche pezzo del cd non risulta fattibile. L'obiettivo, ovviamente, è quello di poter suonare solamente pezzi originali ma per ora dobbiamo anche inserire alcune cover di gruppi storici. Mi auguro di suonare tantissimo in giro con i WM, speriamo di avere parecchie occasioni per poter promuovere al meglio l'album, vediamo come riusciremo a muoverci.
Alberto: I Wicked Machine sono una live band...
Steve: Abbiamo fatto solo ora i nostri primi concerti per promuovere il cd e le impressioni fatte sembrano positive. L' accumulata esperienza live con altre band ci permette di creare un buon spettacolo. Noi contiamo di suonare il più possibile, ma trovare date in buoni locali con adeguata struttura diventa sempre più difficile. Troppe cover band e pochissimo spazio a musica originale. Ma forse l'italiano medio vuole ciò...
Manuel: L'idea è di suonare live il più possibile e continuare a lavorare su nuovi pezzi; la scaletta è pronta e registrata dall'estate 2010, ti dico registrata visto che non vivendo tutti nella stessa città l'unico modo per provare è risentire la scaletta suonata live in studio e risuonarci sopra autonomamente ognuno a casa sua.

Per quanto riguarda una possibile scaletta dal vivo, punterete esclusivamente sui brani contenuti all'interno del vostro debutto oppure sono previsti inediti e cover di altri gruppi?
Manuel: Abbiamo "varato" la band il 26 febbraio 2011 con la serata di presentazione del cd qui a Brescia (il cd è uscito giusto quel sabato) e abbiamo bissato la settimana scorsa a Ornavasso (dalle parti di Drago). Ora abbiamo un po' di date da fissare e vedere cosa succede, sicuro che la nostra stagione live sarà al top da settembre 2011, visto che i locali hanno programmazioni abbastanza allargate e quindi non sempre c'è posto per tutti... Lasciamo che il cd giri un po' ed abbia riscontri, si spera positivi, e si inizi a muovere qualcosa. La scaletta live è formata da 9 dei 12 pezzi che compaiono nel cd piu qualche cover non proprio canonica nei repertori di Scorpions, Black Sabbath (Dio & Ozzy era), Iron Maiden Judas Priest, Manowar, R.J. Dio, Saxon, Whitesnake...

L'esperienza accumulata in questi anni al di fuori dai Wicked Machine vi avrà sicuramente dato un chiaro quadro della situazione italiana riguardo la nostra scena metal/hard rock: vorrei che mi parlaste dei pregi e dei difetti, dal punto di vista personale, che avete trovato in Italia e su cosa bisognerebbe puntare per far crescere il nostro movimento musicale.
Steve: Prima i difetti: a mio parere la musica non è più assimilata come un tempo. Penso sia diventata merce usa e getta (internet fa tanto, nel bene e nel male). Troppa frenesia in tutto. Non so quante persone si prendono il tempo di "sentire" un album in casa, seduti su un divano. E poi, la musica live non è più vista come un momento d'aggregazione come anni fa. Capita di suonare in locali dove c'è più gente fuori che dentro. Ed è vero, c'è invidia. Positivi: il tasso tecnico dei musicisti, ora è elevatissimo. Capita spesso di trovare diciottenni veramente preparati. E poi il nostro amato genere ha un vero e forte seguito, dove capita spesso di trovare fantastiche persone. Bisognerebbe supportare la scena italiana che è ottima.
Manuel: Parla bene Steve ed ha ragione ma, per far crescere un vero movimento musicale italiano bisogna smettere di far suonare tribute band, smettere di aprire locali e far suonare i gruppi solo per attirare amici delle band a bere birra nel locale di turno, smettere di dare la possibilità a qualsiasi locale di far fare musica dal vivo. Molte volte la musica dal vivo è poco apprezzata, sopratutto hard rock e metal, dato che i locali non hanno le dimensioni adatte per fare suonare un genere dove il volume alto ed alcune dinamiche devono esserci necessariamente... Questi sono i difetti. I pregi: suonare tra una tribute band e l'altra in locali piccoli dove i suoni non hanno mai un giusto volume vista la dimensione e il tutto con la clausola del gestore di riempire il locale con gente vicina alla band. Fortuna che non sempre è cosi ma la proporzione è 1 a 10.
Simone: Il discorso è sempre il solito: bisognerebbe riuscire ad "educare" la gente all'ascolto di musica originale, questo migliorerebbe tutta la scena rock/metal e non solo. Più gente nei locali, più live e più spazio per band emergenti di esibirsi dal vivo.
Alberto: Negli anni '90 era possibile farsi pagare il master di registrazione (avvenne con 'Hungry for your Love' dei Love Machine) oggi no. Però la tecnologia da l'opportunità a molte band di fare registrazione professionali, di produrre video interessanti o di promuoversi intelligentemente. Il livello tecnico di chi suona è incredibilmente buono e la differenza semmai la determinano idee e capacità compositive. La scena italiana è lacunosa per quanto concerne la possibilità di esibirsi live: mi arrivano spesso e-mail inerenti il cachet di nomi internazionali della scena rock e mi si chiede di intercedere con i gestori dei locali per serate live in quanto club appena aperti si fanno conoscere grazie tali eventi. I clubs già avviati invece preferiscono affidarsi esclusivamente a tribute-band di cloni a volte disdicevoli; chi propone musica originale per farsi conoscere è invece obbligato a suonare gratuitamente magari giustificato da dirette radiofoniche dallo scarso livello tecnico... l'unica opportunità per chi non ha accesso ai "media" ed appartiene alla scena underground è "consorziarsi" ad altre band, affittare "luoghi consoni" e suonarci per farsi conoscere, dare origine a "cultura e movimenti musicali"...

Sempre riguardo alla scena italiana quali sono i gruppi con cui ultimamente avete condiviso esperienze e che pensate meritino l'attenzione del nostro pubblico?
Steve: Hell Circle. Abbiamo scambiato un paio di date con l'altro mio gruppo (i Thunder Axe) e sono dei ragazzi fantastici e veramente preparati.
Manuel: Ho appena sentito live i Dreamhunter nostri amici da tanto tempo e i No Remorse, altrettanto validi, per non parlare di Frozen Tears, sempre molto precisi e professionali. Ti cito anche gli Skanners con i quali nel 2007 abbiamo condiviso il palco al Motorock di Cremona. Ormai le band italiane sono competitive, ma in pochi vogliono puntare sull'inedito, è più facile riempire un locale con una tribute band dei System of a Down o dei Queen.
Simone: Come Dogs 'n Bones siamo fermi da un po' di tempo, però in passato abbiamo condiviso il palco con alcuni compagni di etichetta. A tal proposito vorrei (un po' di sano campanilismo) segnalare i giovanissimi bresciani Prodigal Sons ed i DreamHunter. Salutiamo anche i Thunder Axe del nostro Steve (che registraranno da me il loro album).
Alberto: spero di condividere il palco assieme a bands valide quali gli italo-americani Forty Point prodotti da Christy Lee Rogers, gli italo-tedeschi Love.Might.Kill, i bresciani Hell's Island, i Dreamhunter e tanti altri.

Manuel e Simone, per quanto riguarda i Dogs'n'Bones potete aggiornarci su cosa state lavorando? Ho letto che siete già in fase compositiva da diversi mesi: pensate che entro l'anno riuscirete a registrare qualcosa di nuovo o per il momento siete dediti interamente alla promozione dei Wicked Machine?
Simone: Adesso cominciamo la pre-produzione, entro fine estate avremo registrato tutte le parti di batteria, basso e chitarra.
Manuel: Siamo in fase di pre-produzione del cd. Abbiamo per ora scritto e registrato circa 18 pezzi nuovi ed una cover, ora dobbiamo schiarire bene le idee e lavorare meglio solo sui pezzi da far finire sul prossimo album... Come ha detto già Simo entro questa estate finiremo le parti di chitarra batteria e basso. Le voci le faremo verso ottobre/novembre.

Si conclude qui la nostra intervista: vi ringrazio per la disponibilità e vi lascio questo spazio finale per un vostro messaggio ai fan e ai lettori. Se volete lasciate anche i contatti della band e segnalate le prossime date dal vivo.
Manuel: venite a trovarci sia su facebook (basta scrivere wicked machine) oppure su myspace (www.myspace.com/wickedmachine2552) e vedetevi e sentitevi alcune nostre songs. Sopratutto comprate il cd e continuate a sostenere la musica inedita hard & heavy made in Italy... A presto!
Simone: Grazie a te per lo spazio che ci hai riservato! A tutti i lettori dico solo di continuare a supportare le bands italiane e mi raccomando: tutti a comprare l'album di debutto dei Wicked Machine!
Steve: Date dal vivo sono in "work in progress" (se a qualcuno interessa la nostra musica, siamo disponibili). Sentite il cd e venite a vederci live, è sempre bello conoscere nuove persone. Ringrazio tutti i supporter del gruppo e lo spazio a noi riservato per questa intervista. Stay Metal.
Alberto: Grazie Gabriele e lunga buona vita agli Italians Metal "web-zinners".



Intervista a cura di Gabriele Nunziante


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 Oggetto del messaggio: Re: Wicked MAchine: l'intervista
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Sembra davvero paradossale, ma è la sacrosanta verità, dopo anni ed anni spesi ad ascoltare musica, molte volte si rischia di assuefarsi a certi stili e canoni musicali, correndo il serio rischio che, sempre più spesso, i dischi acquistati suonano tutti alla stessa maniera, quindi è logico capire che, in un contesto così asfittico e a volte deprimente come quello descritto, un lavoro maturo e, musicalmente parlando, interessante come quello propostoci dei Wicked Machine, può benissimo rappresentare una vera e propria boccata d’aria pura.
Un semplice progetto parallelo o una band con una proprieda identità artistica ben predefinita?
Questo non è dato sapersi, l'unica cosa sicura è che il loro disco di debutto, è uno dei classici esempi di come a volte la sinergia che si viene a creare fra quattro musicisti proveneinti da altrettante esperienza musicali, riesca a portare alla ribalta una serie di ottime composizioni nelle quali riescono a convivere in maniera perfetta, elementi che arrivano in egual misura sia dal versante legato ad un rock anthemico e di matrice seventies, che influenze tradizionali di un versante classico per antonomasia.
E per capire bene quello che si cela dietro ad uno dei migliori dischi dell'ultimo periodo, abbiamo contattato il vocalist della band, Alberto "Drago" Ragozza, qui presente nella duplice veste di portavoce, che ci ha svelato parte del concept sul quale sembri ruotare l'intero lavoro, per cui....


Ciao Alberto e bentornato sulle pagine di Hard n’Heavy, e grazie di cuore per il tempo che ci stai volendo dedicare, come prima domanda volevo chiederti qual è lo spirito all’interno della band oggi alla vigilia della partenza per una nuova avventura chiamata “Wicked Machine”.

Il cd ha forgiato e temprato il nostro “ego” e ora siamo tutti consapevoli delle nostre potenzialità.
L’atmosfera è creativa: Steve sta lavorando ad un cd con i suoi Thunder Axe, io ai miei brani con la Drago Band , Simone e Manuel ad un nuovo cd targato Dogs n’Bones.
Wicked Machine è appena uscito … ora si tratta di farlo conoscere in sede live : eseguire “69” in concerto è una delle cose più belle che desidero fare nell’arco di una giornata…mi dà un’energia incredibile.
I Wicked Machine sono orgogliosi del lavoro fatto. Due anni fa credevo potesse concretizzarsi la produzione con i Nemesis ( ricordi il demo che hai recensito 2 anni addietro?) ed invece, è incredibile come, in alternativa, si sono evolute le cose con i ragazzi bresciani e con Steve; il cd lo dimostra…

Si, capisco non a caso a livello puramente compositivo, avete compiuto un grosso passo in avanti rispetto alle vostre precedenti release in studio, credi di poterti ritenere veramente soddisfatto del “prodotto finito”, o con il senno di poi, cambieresti qualcosa?

Sono soddisfatto poiché sono riuscito a registrare molti dei miei registri e “colori”vocali facendo percepire uno “spettro ottico” alquanto vasto.
I Manowar o gli Iron Maiden hanno chiamato Orson Welles od imitatori di Vincent Price, .. io, ad esempio nell’ intro narrante (“ SIRRUSH -The Return”), ho fatto tutto da solo: e sono soddisfatto d’ogni singolo brano da me cantato.
“LOVE ACTION”, avrebbe forse un minimo margine di miglioramento..: l’ho resa dinamica grazie al bridge ( “ There is no limit between the sky and the sea…) che lancia il solo, ma, come in altre composizioni ( “RAIN” o “BROKEN MIRRORS”), avrei potuto diversificare maggiormente i controcanti del ritornello…

Ascoltando intensamente il disco, s’intuisce l'enorme determinazione di una band che vuole andare subito al sodo senza perdersi in voli pindarici senza senso, è così?

E’ un cd diretto e “risoluto” quanto noi che, senza tanti fronzoli, l’abbiamo tenacemente realizzato.

Una band la vostra che è riuscita a mettere in mostra un background musicale tutt'altro che di secondo piano, fatto di frangenti melodici, aperture heavy, e richiami ai classici del passato, in che modo siete riusciti a far convivere in perfetta simbiosi tutte queste sfumature?

Tutto è nato spontaneamente senza che alcuna gabbia stilistica limitasse il prodotto.
Cito due esempi: i brani inizialmente mi arrivavano in mp3 allo stadio embrionale e scarni ( semplici riffs poggianti su indefiniti accordo ritmici), ad eccezione del lento che aveva una struttura compiuta.
Quando lo registrai Manuel, che aveva in mente la precedente versione di un altro singer, non pareva convinto… ultimata “I’LL BE THERE” con l’aggiunta di un secondo ritornello ricordo il suo commento: < “geniale… mi ricorda le migliori composizioni dei Savatage”>… non sapevo nemmeno chi fossero...
Improvvisando “SHIVA” qualcuno mi disse .. “non vede cosa possa centrare quanto hai fatto con un cd heavy”.. poco dopo, grazie anche all’arrangiamento di Steve, si concretizzò uno splendido “outro”….

Quindi mi pare di capire che a monte di tutto è stata necessaria una pre-produzione non indifferente, giusto?

Se mi propongono brani, anche semplici riffs, ho mio particolarissimo metodo di lavoro che si avvale del prezioso contributo di un amico (che suona nella dB): Gionata Berrini.
Lui mi aiuta diligentemente in sede di registrazione presso il suo studio dove, a volte senza neanche ascoltare i brani prima di cantarci sopra, improvviso le “vocalizzazioni” e canto una serie di appunti e di versi in rima che mi porto dietro per l’occasione.
Poi rimando tutto al mittente cercando di puntualizzare eventuali cambiamenti di tonalità e nella struttura della composizione, eventuali aggiunte e varianti ( bridge, specials, ritornelli, strofe, finali ecc..).
Questo è quanto accaduto nel caso del cd dei Wicked Machine: la fase di pre-produzione è stata una vera e propria fase di composizione….
E’ un metodo che funziona se si è disposti umilmente a rivedere le proprie idee iniziali o a confermarle reciprocamente… sono pronto a sperimentare tale metodo con chiunque…

Appunto, ma siete entrati in studio sapendo già come le song dovevano suonare, o qualcuna di queste ha subito degli accorgimenti in fase di step finale?

La registrazione professionale è stata fatta a Brescia appena decisa la struttura delle canzoni; la parte faticosa del lavoro è stata la sovraincisione di un gran numero di tracce di chitarra e di voci.
In “RAIN” ne ho contate 13 ( un certo numero si sono perse nel mixaggio con l’aggiunta dell’ arrangiamento di tastiere).
Alcuni ospiti ed “esecutori” ( Dario Mollo, Guido Minelli, Osvaldo Tagliani, Andrea Tinnirello) non erano ancora stati presi in considerazione ed alcuni brani sono nati in sede di produzione ( “TAKE MY LIFE ( The Trooper)”, “SHIVA”.… )

Pensi che, nella vostra seppur carriera di musicisti, "Wicked Machine" possa rappresentare più un punto di partenza o di arrivo?

Bella domanda Beppe…. solo che non so risponderti… è un capitolo … spero ne segua un altro…

Visto la distanza che vi separa, credo che abbiate lavorato molto grazie al “file sharing” ed alla posta elettronica, quindi è giusto che ti chieda se per un artista come te cresciuto artisticamente fa i seventies e gli ‘80ies, l’uso di alcune tecnologie agevola o meno il lavoro di una band……e di diavolerie tipo Nuendo e Q-base, mi dici?

Venti anni fa improvvisavo in sala prove direttamente con la band o a casa registrando l’attimo con un vecchio mangiacassette BASF; oggi colgo l’attimo con l’i-POD o direttamente in studio di registrazione.
Nello specifico caso dei WICKED MACHINE il software d’ausilio di registrazione è stato il PRO-TOOLS ( piattaforma APPLE). –

Sai che qual’è l’elelmento che mi piace di più di “Wicked Machine”?
Trovo sia un disco che cresce dentro con gli ascolti, fino a quando non ti rendi conto che non ne puoi più fare a meno, come una sorta di “Numero 23”, sai di cosa sto parlando, vero?

Non esattamente ma ti ringrazio…… il 23 è il numero atomico del vanadio (associabile al Ns genere musicale) ed il numero di cromosomi nelle cellule germinali umane, d’ottimo auspicio insomma per chi, come me, ha intenzione di ripetere il “colpo” discografico…
Comunque mi piace ciò che dici e mi auguro siano in tanti a pensarla nella stessa maniera… Ciò’ che piace al primo ascolto spesso lo metti da parte con altrettanta facilità…

Tornando al disco, un altro aspetto che mi ha colpito molto favorevolmente, è stato il tuo approccio lirico molto più “concreto” che in passato, credo che con i nuovi brani tu abbia voluto esplorare una parte del tuo animo e metterti allo specchio per trarne delle conclusioni, non so se sono riuscito a farmi capire!!!

Ho sempre dato rilevanza a ciò che canto e quando non sono riuscito a farne un testo di una canzone ne ho fatto un libro.
Ad ogni modo sono passati 13 anni dalla mia ultima fatica discografica e probabilmente sono maturato.
E’ cresciuta la consapevolezza che il suono ed il ritmo sono imprescindibili e fondamentali in un testo di una canzone quanto in una poesia.
Il mio approccio è professionale e con me porto sempre un taccuino ove annotare frasi e rime nelle lingue più disparate poiché so che mi torneranno utili.
“BUTTERFLIES IN THE STOMACH” è un ludico “divertissment” incentrato sui modi di dire inglesi che poi in un secondo tempo è evoluto nel testo di una canzone e nel proposito etico della necessità di una acqua pubblica potabile… “

Quindi, visto che siamo in tema, puoi parlarci delle liriche legate ai brani che, come detto in sede di recensione, sono legati da un unico concept futuristico?

Mi è sempre piaciuto cogliere le differenze culturali. Il nero in Occidente è il colore del lutto, in Oriente lo è il bianco.
Il drago in Oriente è associato al bene, in Occidente al male. Sirrush è l’ eccezione “mesopotamica” e viene previsto il suo ritorno nell’anno del dragone: il 2552 come ricorda un “profeta” in “SIRRUSH THE RETURN”.
In “F.Y.I A.D.” i buoni propositi della strofa ed il movimento dei creativi culturali si scontra con l’arroganza ed il menefreghismo di un internauta che nel ritornello recita “Fuck You I am a dragon”.
A partire da “BROKEN MIRRORS” il cd è ambientato nell’ anno 2552 e la realtà è assai triste. La vivibilità del pianeta terra è limitata a poche aree “protette” e gli indigenti sono costretti ad insediarsi in zone poco vivibili ed in colonie “spaziali” .
Il protagonista del concept, Gun, proprio in “BROKEN MIRRORS” prende consapevolezza della propria indigenza…e via scorrendo fino al “ mantra” liberatorio finale: “SHIVA”. La cosa positiva del 2552 è che si terranno ancora concerti rock…lo conferma “ROCK LIGHT”…

Che cosa hai portato delle tue precedenti parentesi artistiche all’interno dei Wicked Machine?

Ottimo quesito al quale però non riesco a risponderti…ho però cercato di rendere “unico” il“capitolo” Wicked Machine.

Puoi spiegarmi che tipo di emozioni si provano ad ascoltare i dischi di band come i Dreamhunter, visto che il loro vocalist Michele è stato per molto tempo uno dei tuoi allievi?

Con Michele ci siamo scambiati i Ns rispettivi cd… , in privato gli darei ancora qualche consiglio ma è il classico esempio di allievo che supera il maestro (la sua “Sunshine” è stupenda..), e non è il solo…
Cito Roberto NEGRINI con i suoi HELL’s ISLAND, Jan MANENTI che a giorni uscirà con i LOVE.MIGHT KILL , Renato SEBASTIANI ed i californiani FORTY POINTS del quale ho recentemente visto il fantastico video di “NEW DIMENSION”, Marco PASSANTINO e i suoi ART DISORDER.
Altri magari non sono ancora riusciti a fare qualcosa di originale ma hanno recepito una didattica, semplice e pragmatica : conoscere la personale gamma cromatica di timbri e la propria estensione vocale ed improvvisare magistralmente in ogni tonalità: Elvira Ciocchetto me lo ha confermato in maniera eccelsa in “SHIVA”, nello stesso cd dei Wicked Machine…
Dovrei citare tutti gli altri ( Renato Forza, Daniele Lighezzolo, Emanuele Goffi, Giampaolo Capra, Andrea e Igor Toninelli, Alberto Zanini, Cristina Bona, Marco “Stecca”, Giampaolo Bresciani ..) mi scuso con chi non menziono ma… sono tanti…
Il compito principale dell’insegnante è psicologico: aiutare a credere in sé stessi infondendo entusiasmo (altrettanta soddisfazione mi ha dato l’insegnamento del canto guarendo ad esempio una ragazza dall’anoressia…); un ruolo fondamentale lo giocano nel buon esito, oltre alla fortuna, la caparbietà e la solerzia dello stesso allievo..
Mi chiedono di insegnare canto ( anche attrici teatrali…)… ma è una parentesi legata alla mia permanenza nei Blizzard ed escludo che io torni ad insegnare… non credo nemmeno ai corsi in videoconferenza in quanto è necessario oltre al controllo auditivo e visivo un controllo tattile che verifichi le posture …non escludo però, in futuro, di tenere seminari didattici e “clinics”….

Visto che ci siamo, come sta procedendo l’attività in seno ai rinati Love Machine? È vero che state preparando del materiale inedito in prospettiva di un come back discografico atteso per la fine dell’anno?

I Love Machine sono una forza della natura … è incredibile la nostra alchimia … ci conosciamo cosi bene che in occasione della reunion non abbiamo nemmeno avuto bisogno di fare prove … decidiamo la setlist e si sale sul palco… .
In maggio inizieremo a buttar già un “nuovo cd” .. e contiamo di farlo uscire in occasione del ventennale di “Hungry for your love”,… alla fine del 2012.

Torniamo ai Wicked Machine, so perfettamente di toccare un tasto dolente, ma puoi dirmi quale è la situazione live per una band come la vostra? Avete la possibilità di suonare on stage negli ultimi mesi?

Per ora abbiamo fatto 2 concerti e la reazione del pubblico è stata meravigliosa. Spero di suonare con i ragazzi in un locale prescelto in ogni provincia italiana… non è facile per un gruppo alla sua prima uscita discografica .. vedremo…

Quali sono le prospettive future per la band da qui all’estate? Avete cominciato a mettere insieme del nuovo materiale per un ipotetico secondo disco?

Abbiamo testato favorevolmente l’esecuzione dei brani dal vivo.. aspettiamo che il cd “giri “ ed andremo ancora on stage dalla fine dell’estate… E’ probabile che a tempo debito ci sia un ipotetico secondo nuovo lavoro.

Prima di concludere mi Marzullizzo è ti chiedo “signor Ragozza, si faccia una domanda e si dia una risposta”!!!

Quale è l’ultimo capolavoro esclusivamente vocale che ha ascoltato, sig. Ragozza?
BJORK – ROBERT WYATT: SUBMARINE da “Medulla”.

Ok Alberto, siamo veramente alla fine, ti lascio campo libero, concludi tu l’intervista….

Rendiamo questo pianeta migliore o nel 2552 non “vivremo bene”…
Ciao a tutti… e grazie della chiacchierata Beppe..

Intervista raccolta da : Beppe "HM" Diana














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Pubblicato su: 2011-04-25 (11 letture)

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Intanto quando e come nascono i WM?
Manuel: Steve credo sia doveroso che sia tu ad introdurre il tutto visto che io sono arrivato dopo...
Steve: I Wicked Machine nascono dalla mia volontà di formare una band con l'obiettivo di creare della musica originale, visto che nel mio gruppo (THUNDER AXE) all'epoca eravamo in una fase di stasi e transizione durante la quale suonavamo solo cover. Mi misi in moto sul web alla ricerca di musicisti interessati al mio progetto, vista la quantità di materiale che avevo sviluppato negli anni precedenti. Fui contattato da un cantante di Brescia, tramite il quale conobbi Manuel agli inizi del 2008, poi iniziammo la ricerca di un batterista. Il cantante lasciò, ma tra me e Manuel si creò subito un ottima intesa musicale ed incominciammo a preparare i brani poi finiti sul cd. Grazie alla disponibilità di Simone, diventato a tutti gli effetti il batterista del gruppo, preparammo dei demo e provammo diversi cantanti. Con l'arrivo di Alberto "Drago" il gruppo era finalmente al completo e pronto per una nuova avventura musicale.
Simone: Suonando nei Dogs'n Bones con Manuel è facile intuire il perchè sia entrato nel progetto Wicked Machine. Steve e Manuel avevano scritto dei pezzi, serviva un batterista per avere una base ritmica su cui lavorare. Una volta "intuita" la bontà del materiale, ho cominciato ad appassionarmi al punto tale di entrare stabilmente e poter sviluppare insieme qualcosa di interessante.
Nella vostra bio c'è appunto scritto che prima avete provato con un altro cantante: come siete arrivati a "Drago"?
Manuel: Semplicemente via mail; per coincidenza io e Drago abbiamo un amico comune, che mi ha consigliato di rivolgermi a lui per il progetto Wicked Machine; avevamo gia pronti un paio di pezzi, quindi l'ho contattato e gli ho chiesto se gli interessava. Lui si è reso disponibile a condizione che scrivesse lui sia i testi che le melodie vocali; credo che non ci sia niente di meglio di un cantante che gestica autonomamente sia i testi che le melodie vocali, quindi gli ho mandato un paio di mp3. In poco tempo avevamo le linee vocali di "New Man", "Love Action" e "I'll Be There", e da li poi è iniziata la nostra avventura.
L'album suona come un gran bel mix tra class metal anni '80 e power: classico e moderno allo stesso tempo: siete d'accordo?
Manuel: Per il class metal 80 ci hai centrato in pieno, Steve è un cultore del classic metal 80, ed infatti svariati pezzi che ha proposto lui hanno questo riferimento, anche se poi sono un po' stati stravolti dal sottoscritto con dosi massicce di hard rock. Ecco, magari non sento troppo il power, visto che lo associo sempre alla doppia cassa stile Stratovarius. Allora il mix è 50% hard rock (d'altra parte ci sono due Dogs n' Bones), il 25% Seventies (Drago arriva da quella scuola), ed il 25% classic metal degli anni 80: mescola un po il tutto e avrai appunto il cd "Wicked Machine".
Steve: Il cd è pieno di tante influenze, molto Hard e Heavy classico con un tocco seventies portato dalla voce di Drago, ma di power a doppia cassa stile Helloween o Stratovarious in noi non c'è traccia. Siamo molto attenti nel creare canzoni dove la melodia vocale sia sempre in primo piano.
Simone: Direi che, viste le influenze musicali e le personalità differenti, si creato un mix molto interessante, ovviamente "hard rock oriented", anche se onestamente non saprei esattamente etichettarlo o ricondurlo ad un solo genere musicale.
"Raw And True" è uno dei miei pezzi preferiti: volete parlarmene un pò, sia musicalmente che testualmente?
Steve: "Raw And True" è un eccellente pezzo scritto da Manuel, molto melodico e con un ritornello incredibile di Drago. Ha avuto molte variazioni nel tempo, ma la versione finale a mio parere è più che soddisfacente.
Simone: Anche a me piace molto, diretta e potente e con un ritornello molto efficace.
Manuel: Musicalmente ti dico che l'avevo scritta per i Dogs 'n Bones un po' di tempo fa, ma ovviamente lo stile non era troppo hard street rock, quindi l'ho tenuta da parte. Un giorno l'ho risentita, ed assieme a Steve abbiamo sistemato un paio di cosette. In seguito, anche con Simone, abbiamo corretto altri due stacchi, un paio di stop and go, ed ecco
"Raw And True". Per i testi lascio la parola a Drago, visto che se ne è occupato lui.
Drago: Grazie Alessandro. "Raw And True" poggia su un buon riff, delle buone dinamiche vocali, ed un ritornello volutamente “ossessivo” ; le liriche sono da considerarsi parte integrante del concept “2552” che contraddistinguono Wicked Machine.
L'opener "FYIAD" è un pezzo molto particolare, con quel refrain "stoppato" che fuoriesce un pò dai canoni generali: siete d'accordo?
Simone: Non essendo a mio avviso legati ad un genere definito, mi risulta difficile utilizzare il verbo "fuoriuscire". Detto ciò, il brano in questione ha dei punti molto interessanti, soprattutto un intro molto "in face": non per nulla rappresenta l'inizio del nostro spettacolo live.
Manuel: F.Y.A.D. ha avuto un paio di versioni differenti rispetto a come suona ora: era un po' più lunga, poi con un po' di tagli e cuci l'abbiamo arrangiata cosi come la sentite. E trovo che questa sia la versione migliore; gran pezzo da suonare dal vivo!
Steve: Questo è un pezzo che ho scritto assemblando alcuni miei riff. Con Manuel li abbiamo poi sviluppati, arrivando al risultato finale: un bel pezzo, con impatto e "tiro" Metal. La variazione centrale è invece "opera" di Simone: anch'egli ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura dei brani.
Drago: Personalmente mi piace uscire dai canoni e dagli "steccati" stilistici...
Non posso non chiedervi come vi è venuta in mente l'idea della cover di "The Trooper" versione ballad, che personalmente trovo geniale.
Steve: L'idea nacque da Manuel. Siamo entrambi fans degli inimitabili Iron Maiden e, visto che non intendevamo risuonarla come l'originale (è perfetta così com'è), abbiamo sperimentato una diversa interpretazione, arrivando a questa versione "ballad", che magari i fans più accaniti non apprezzeranno, ma che a nostro parere è molto particolare. Le svariate tracce di chitarra mi hanno richiesto un'intera giornata di registrazioni!
Drago: L’idea è stata di Manuel: inizialmente c’era una certa titubanza, che è stata messa da parte dopo che ognuno di noi ha iniziata a lavorarci.
Simone: Una recensione ci ha stroncati per questa cover, noi invece ne siamo molto soddisfatti, e fortunatamente non siamo gli unici. L'idea è venuta a Manuel. Io non sono un grande amante degli Iron Maiden, però
devo dire che lo "stravolgimento" del pezzo mi è piaciuto da subito:
sottolineerei inoltre che è si una cover, ma anche molto personale. E' l'approccio ideale per inserire in un disco un brano di altri artisti.
Manuel: Oddio, il bello di questa cover è che "o la ami o la odi". Per ora siamo 4 a 1 per "la ami", per quanto riguarda le recensioni. A parte il testo, il pezzo non vuole fare il verso alla versione originale dei Maiden; stilisticamente doveva essere un ibrido tra Led Zeppelin e Pink Floyd, e credo che siamo riusciti al meglio a rendere il pezzo. Avevo altre idee di cover da ri-arrangiare per il cd, quindi per il prossimo lavoro dovremo fare ancora meglio con un altro pezzo storico di qualche altra band (o forse ancora gli Iron Maiden, perchè no?). Per tornare alla domanda sul perchè stravolgere il pezzo, l'ho fatto perchè è stato un tormentone, per quanto mi riguarda, visto che l'ho praticamente coverizzata con tutte le band
(metal) con cui ho suonato. Quindi era doveroso farla anche con i Wicked
Machine, ma questa volta in un modo totalmente diverso. Ci sono tanti altri tormentoni che aspettano di essere rivisti: tra "uomini neri" e "notti oscure", "fumi sull'acqua", "paura del buio" e "paranoia", abbiamo da riempire un album intero di versioni stravolte di grandi songs del passato.
Mi pare che veniate da background piuttosto diversi, forse anche da questo deriva la peculiarità del vostro suono.
Manuel: Credo che tu abbia ragione, anche perchè ritengo che la forza in ogni gruppo siano le varie sfaccettature musicali che ogni componente porta inevitabilmente con sè.
Steve: Il sottoscritto è un amante di tutto quello che riguarda il metal anni '80, specialmente della NWOBHM, con tutti i gruppi usciti nell'epoca (Saxon, Angel Wicth, Def Leppard, e Accept, anche se questi ultimi non essendo inglesi). Comunque la mia band preferita in assoluto resteranno sempre i SAVATAGE: inarrivabili!
Drago : Credo di sì ma, non escludo che un nostro nuovo cd posso suonare diversamente.
Simone: Come ho detto poc'anzi, il genere "non definibile" arriva proprio da questo; poi c'è stata molta libertà di approccio verso i brani, senza voler arrivare per forza ad un album etichettabile in un genere ben preciso.
Manuel e Simone, parlatemi dei Dogs'n'Bones.
Manuel: I Dogs 'N Bones non sono altro che un interessante esperienza musicale, che poi comprende me, Simone, Andrea (Dr.Rock, alla chitarra) e Mauro (Seven, alla voce). Andrea, il chitarrista, lo conosco fin dal liceo, cioè da quasi 20 anni, e con Mauro e Simone abbiamo iniziato a suonare assieme nel 2000. Prima come gruppo hard rock con un cantante e Mauro e Andrea alla chitarra, poi nel 2004 ho deciso che volevo provare a fare qualcosa di mio, sia testi che musiche. Ho chiesto aiuto ai ragazzi, che hanno recepito il segnale, così sono nati i G@ttitude; in questo progetto (e poi nei Dogs'n'Bones), Mauro abbandona la chitarra per dedicarsi solo alla voce. Come G@ttitude registriamo un Ep, che piace sia sul web che sulla carta stampata, e quindi, dopo aver composto altre canzoni, nel 2006 nasce l'idea di rivolgersi ad un professionista come Dario Mollo. Abbiamo fatto sentire il lavoro a Dario, gli è piaciuto, e così abbiamo registrato il cd "Dirty Fuckin' Loud" da lui. L'album è piaciuto anche a Giuliano Mazzardi della My Graveyard Productions, che ci ha offerto un contratto discografico; di comune accordo, abbiamo cambiato il nome G@ttitude (nome creato dal gioco di parole del mio cognome Gatti con il mio basso Yamaha Attitude) con un altro nome, Dogs'n'Bones, che è anche il titolo di un pezzo di "Dirty Fuckin Loud". Dopo il primo lavoro e svariate date live, c'è stato il secondo disco "Lost Gone Wild", sempre prodotto da Dario Mollo e uscito ancora per My Graveyard Productions; questo secondo lavoro vede l'utilizzo massiccio di chitarre ed armonizzazioni maggiori, sia strumentali che vocali, che purtroppo sono andati a discapito dell'immediatezza e del rock di facile presa che ci ha sempre contraddistinti. Siamo tuttavia orgogliosi del lavoro fatto, anche se purtroppo sul versante live abbiamo portato in giro troppo poco il cd: sai, era il periodo di crisi dei locali, che tutt'ora continua, ma che in parte è stato ammortizzato grazie (?) alle tribute band (puah!). Ora, dopo quasi due anni, e con in mezzo anche la scrittura e la registrazione di "Wicked Machine", siamo pronti per il nuovo lavoro, che credo si chiamerà (super scoop Alessandro, visto che non ne ho ancora parlato agli altri!) "In Your Face": titolo dato dal fatto che ogni pezzo è stato concepito per un sound puramente live. Insomma, un sound letteralmente "in your face", dove abbiamo ripreso stilisticamente i pezzi che componevano sia "Rock Target" (marchiato G@ttitude) che "Dirty Fuckin' Loud". Il lavoro è praticamente finito e suona molto fresco e di facile presa, in particolare abbiamo lavorato meglio su ritornelli ed orecchiabilità. Avevamo voglia di fare qualcosa di divertente, e credo che ci siamo riusciti. Bisognerà aspettare fine anno per avere il prodotto finito, visto che a luglio avremo le session di batteria, in agosto faremo basso e chitarra, mentre le voci saranno incise verso ottobre/novembre. Due grosse novità: la prima che registreremo il CD (cosi come abbiamo fatto per "Wicked Machine") nei nostri studi, i VK Studio, la seconda che abbiamo inserito un pezzo lento nella track list del CD.
Simone: Ultimamente siamo rimasti "ai box"; niente live, solo tanta sala prove per scrivere i nuovi pezzi. Tra poche settimane comincio a registrare le parti di batteria, e via via sarà il turno di tutti gli altri. Entro fine anno avremo sicuramente il nuovo album pronto.
Drago, parlami dei Love Machine: "Hungry For Your Love" è una piccola gemma molto ricercata dagli appassionati del genere. La band è ancora in attività?
Drago: Ci siamo riuniti in concomitanza alla ristampa di quel lavoro del 1992, che oggi riproproniamo anche in sede live. E' bello leggere recensioni che approvano alla grande “Hungry for your Love”, nonostante siano passati quasi vent’anni, significa che non è datato ed è tuttora attualissimo. Ho appena iniziato a scrivere le liriche e le melodie vocali di un nuovo brano che si intitola “Now or Never”; è volontà comune fare un nuovo cd in occasione del ventennale di Hungry for your love. Speriamo di perseguire l’intento e che là fuori ci sia molta gente in grado di apprezzarlo!
Sul fronte live, i Wicked Machine si stanno già muovendo?
Steve: Ci stiamo muovendo per promuovere il nostro materiale per questo inverno; alcune date sono già programmate, ed altre arriveranno. Chi fosse interessato, può sempre tenersi aggiornato sulla nostra pagina Facebook. Ringrazio te e i lettori di Metal.it, sperando di conoscerli durante i nostri live. Stay Metal!
Drago: I Wicked Machine sono una "wicked live band": metteteci alla prova e venite a vederci, ne avrete la conferma! Ciao e grazie!
Simone: Abbiamo fatto un paio di serate per presentare il disco, con la nuova stagione speriamo di suonare il più possibile. Non ti nascondo che l'obbiettivo è quello di poter proporre solamente pezzi originali, ma per ora non abbiamo minutaggio a sufficienza; dobbiamo inserire alcune cover o, come alternativa, fare la serata con altre band. Prossimamente faremo una data insieme ai compagni d'etichetta DreamHunter al
Gasoline di Castegnato (Brescia), il resto è ancora in fase di programmazione. Grazie per lo spazio che ci hai riservato, ciao!
Manuel: Una data, come ha anticipato Simone è certa, altre 3/4 stanno per prendere forma in questo mese, quindi speriamo di fissarne il più possibile per tornare là fuori e farci sentire. Ragazzi, la musica metal italiana non è solo fatta da tribute band degli Iron Maiden, prestate attenzione anche alla scena che lavora sui pezzi inediti. Ciao Alessandro, grazie per lo spazio che ci hai riservato, e ciao a tutti voi che ci state leggendo! Cercateci su facebook, youtube o, myspace!


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