Le ultime valutazioni massicce dell'Universita' sono state fatte nel 2004
e i risultati sono visibili in
http://vtr2006.cineca.it/php5/vtr_rel_civr_index.phpQuesta e' una valutazione della Ricerca che e' comunque
un parametro della "preparazione" dei Docenti.
E' ovvio che:
1) i criteri adottati sono sempre opinabili anche se quantificabili,
nella fattispecie ogni struttura - divisa per dimensioni - presento' i suoi articoli scientifici ritenuti "migliori" e un panel di esterni (includendo referee stranieri) diede un voto
a ogni articolo
(poi so per certo che nel Panel di Matematica le persone coinvolte erano assolutamente outstanding
e selezionate dal Ministro senza guardare alla appartenenza politica)
2) una classifica negativa non "vede" le eccellenze del singolo, perche' fa valutaizoni "medie".
Quindi e' ovvio che nella Universita' X c'e' il Docente Y che e' bravissimo anche se X
e' posizionata male.
Nondimeno, questo e' il quadro del 2003 delle Universita' Italiane per la Ricerca.
Sarebbe davvero ora di aggiornarlo....
Per la Didattica e' chiaro che il discorso e' complicatissimo.
E' necessario che gli studenti abbiano la possibilita' di esprimersi su ogni docente.
Questo comporta due cose:
1) che gli studenti siano persone responsabili, e non usino la valutazione del Docente come una valvola di sfogo delle proprie frustrazioni. Paolo Rossi disse "si fa presto a dire pirla".
Scrivere solo "Il prof. mi sta sul culo" e' un'occasione sprecata.
Scrivere "Per quale motivo raccomanderesti il corso ad un collega: perche' l'esercitatrice ha un perizoma rosso ciliegia che mi fa impazzire" e' un altro atto che fa ridere, ma di assoluta idiozia.
(non sto esagerando... sto citando cose che ho visto...)
2) che gli organi competenti prendano le valutazioni sul serio e per esempio
riducano i fondi "a pioggia" ai docenti con valutazioni basse.
Sul punto (1) sono moderatamente ottimista (escluso il primo anno).
Quando ero in Italia ho chiesto ai miei studenti sempre atti responsabili e li ho ottenuti.
Peraltro la mia esperienza e' che non e' il docente che fa passare tutti quello che
prende i voti alti.
Sul punto (2) invece sono un po' meno ottimista.... Certo se la valutazione della Didattica diventasse un punto su cui giocarsi i finanziamenti ministeriali, forse potrebbe diventare operativo.
Andrebbero anche aggiunti meccanismi di supporto ai docenti "giovani"
(vedi studenti di Dottorato che fanno didattica)...
Se ci pensate, ma e' un pensiero che faccio dalle prime esperienze di docenza,
nessuno ti insegna a insegnare... devi imparare da solo, sul campo.
E quando hai 200 studenti in classe, non e' facile.
Ma la mia domanda finale e': se e' vero, come e' vero, che le Universita' non sono tutte uguali,
perche' per legge si fa finta che lo siano?
Il senso di responsabilita' di cui lamentavo l'assenza nasce dal desiderio
di vedere la "propria" Universita' (propria nel senso di docenti, studenti, rettore, staff amministrativo, ecc) al top delle classifiche e, conseguentemente,
da una pianificazione strategica delle risorse e delle assunzioni che punti a questo obiettivo.
Togliendo il valore legale al titolo di studio, si avrebbe un meccanismo di sana competizione...
Alex