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zero the hero
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Oggetto del messaggio: Re: Inviato: mercoledì 30 gennaio 2008, 13:29 |
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Iscritto il: mercoledì 14 novembre 2007, 20:27 Messaggi: 378 Località: milano
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drago ha scritto: Un omaggio a 2 Toscani: PALAZZESCHI- da: E lasciatemi divertire: "Cosa sono queste indecenze? Queste strofe bisbetiche? Licenze, licenze, licenze poetiche. Sono la mia passione. Farafafafafafa tarataratarata Paraparaparapa laralaralarala Sapete cosa sono? Sono robe avanzate, non sono grullerie, sono la ...spazzatura delle altre poesie."
Da poco mancato: LUZI da: Aprile-amore: "L'amore aiuta a vivere, a durare, l'amore annulla e da principio. E quando chi soffre o langue o spera, se anche spera, che un soccorso si annunci da lontano, e in lui, un soffio basta a suscitarlo. Questo ho imparato e dimenticato mille volte, ora da te mi torna fatto chiaro, ora prende vivezza e verità.
La mia pena è durare oltre quest'attimo." due grandi! 
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zero the hero
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: mercoledì 30 gennaio 2008, 13:36 |
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Iscritto il: mercoledì 14 novembre 2007, 20:27 Messaggi: 378 Località: milano
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Verrà la morte è avrà i tuoi occhi ma dentro ci troverà i tuoi ----
Forse il nostro fidanzamento dura ancora anzi perché durasse era necessario scioglierlo affinché a nostra insaputa davvero paralleli ed innocenti i nostri doppi potessero amarsi in santa pace ----
Entrambe di Michele Mari (2007)
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swan
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: mercoledì 30 gennaio 2008, 17:12 |
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Iscritto il: lunedì 5 novembre 2007, 15:35 Messaggi: 260 Località: savoca(me)
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Luci blu dalla notte Si fondono con la nebbia Creano vortici di rugiada E si infrangono sul tuo viso
Luci incandescenti dalla strada Volano a mezz’aria Sfiorando i corpi nudi delle statue che ricordano gli eroi di tempi passati
le nuvole sul cielo della città presagiscono oscure visioni la pioggia arriva e nulla più il maltempo rispecchia l’ anima tormentata dell’ uomo
rumore di passi da un vicolo lo scrosciare delle acque della futilità la tua anima ha bisogno di passione e la passione ha bisogno di possederti
la ragazza smise di resistere incatenata alla radice del mondo gaia era il suo nome e parlava conscia del fatto che il cuore degli uomini l avrebbe ascoltata.
mia . . .
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frencIAN
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: domenica 10 febbraio 2008, 15:08 |
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| Too much is not enough |
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Iscritto il: martedì 13 marzo 2007, 15:03 Messaggi: 5499
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mi fanno venire le lacrime agli occhi... 
there's only one scream like it in the world and anyone who loves deep purple would recognise it immediately...'tis the vocal chords of IAN GILLAN!!!!!
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drago
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: lunedì 25 febbraio 2008, 22:46 |
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Iscritto il: mercoledì 17 novembre 2004, 11:28 Messaggi: 1926
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Ispirazione: --------------------------------------------------------------------- L'Anfitrione (Anphitruo) è una commedia in cinque atti e un prologo scritta dall'autore latino Plauto verso la metà del III secolo a.C.
L'opera trae il titolo da uno dei protagonisti, il comandante dell'esercito tebano Anfitrione, gli altri personaggi sono gli dei Giove e Mercurio, i mortali Alcmena e Sosia, rispettivamente moglie e servo di Anfitrione, oltre a due personaggi di contorno: il pilota Blefarone e la serva Bromia. Di solito la commedia vede rappresentati fatti riguardanti gente del popolo, e non divinità o personaggi mitici, tipici della tragedia, per questo motivo lo stesso poeta definisce nel prologo la sua opera una tragicomoedia, per bocca di Mercurio.
Il testo a noi tramandatoci presenta lacune nel IV atto, del quale ci rimangono una cinquantina di versi.
Trama Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera. Anfitrione guida l'esercito tebano alla vittoria contro i Teleboi. Intanto Giove si innamora di Alcmena, sua moglie, assume le sembianze del marito e giace con lei, a suo sostegno Mercurio prende la forma del servo Sosia. Dall'unione del dio e della donna nascerà Ercole.
[modifica] Prologo Mercurio nei panni di Sosia sta sorvegliando la casa di Anfitrione, intanto Giove consuma il suo amore per Alcmena, anche la notte viene allungata per permettere al dio di giacere di più con la donna. Intanto Anfitrione è appena sbarcato dopo la vittoriosa spedizione contro i barbari, Sosia sta correndo a raccontare ad Alcmena del comportamento valoroso del suo padrone ma vi era anche la moglie
[modifica] I atto Sosia arriva davanti alla casa di Anfitrione, ma Mercurio minaccioso gli impedisce di entrare, i due passano da elaborate minacce alle mani e il dio prevale nettamente sulla codardia del servo. Alla fine Mercurio convince Sosia, con l'aiuto della violenza, che lui è il vero Sosia ed il povero servo se ne torna confuso da Anfitrione. Poi Giove esce e saluta Alcmena dicendo che deve tornare alla guida delle sue truppe.
[modifica] II atto Anfitrione e Sosia si dirigono velocemente a casa del primo. Poi entrambi si stupiscono della fredda accoglienza di Alcmena, che sostiene di esser stata col marito fino a poco prima. Il condottiero la accusa di adulterio ed invoca la presenza di Naucrate, cugino di sua moglie, a testimoniare come lui non si sia mosso dal suo accampamento per raggiungere la moglie fino a quella mattina. Poi se ne va; anche Sosia se ne va, cacciato a male parole da Alcmena.
[modifica] III atto Alcmena minaccia di andarsene mentre sopraggiunge Giove a scusarsi per il trattamento che Anfitrione le ha rivolto poco prima. Arriva anche Sosia a constatare che la pace sia fatta tra moglie e marito. Sul finire dell'atto c'è un monologo di Mercurio che si vanta dell'intrigo teso ai mortali, il discorso assume anche una funzione chiarificatrice dell'andamento dei fatti per il pubblico, visto che la situazione si era parecchio ingarbugliata.
[modifica] IV atto Anfitrione non è riuscito a trovare Naucrate e torna a casa, è accolto a male parole da Mercurio che finge di non riconoscerlo e lo accusa di essere un impostore: il vero Anfitrione, in quel momento, sarebbe in casa con Alcmena. Qui il testo si interrompe, da quello che si deduce dai frammenti che ci hanno tramandato i grammatici: l'alterco tra Mercurio e Anfitrione continua, Alcmena esce di casa e viene insultata da Anfitrione, Alcmena torna sdegnata in casa, Anfitrione trova il suo pilota Blefarone da usare come testimone della sua assenza da casa, Giove e Anfitrione si incontrano e vengono alle mani, Blefarone sbaglia nel riconoscere tra i due il vero Anfitrione. Poi, e qui riprende il testo noto, Blefarone se ne va lasciando Anfitrione completamente scoraggiato. Giove torna in casa: Alcmena sta partorendo.
[modifica] V atto Dalla casa esce Bromia che annuncia ad Anfitrione un prodigio: mentre Alcmena stava partorendo scoppiò un tuono e la casa splendé d'oro. La donna diede alla luce due gemelli: il più giovane era Ercole. Subito mostrò la sua forza strozzando due serpenti che, inviati da Giunone, erano strisciati dal soffitto alla sua culla per ucciderlo. Anfitrione si dice non disturbato di dover dividere i suoi beni con il padre degli dei, che, alla fine, interviene: chiedendo al tebano di perdonare sua moglie, che ha agito in suo potere. Anfitrione acconsente ed invita il pubblico all'applauso.
Fine della trama.
[modifica] Commedia degli equivoci Questa è quella che viene chiamata commedia degli equivoci, basata sulla confusione creata tra i personaggi umani dalle divinità che ne hanno preso le sembianze.
La somiglianza tra gli attori che dovevano rappresentare due personaggi l'uno la copia dell'altro era resa con delle parrucche e degli accessori, vi sono differenti pareri tra gli studiosi riguardo all'uso delle maschere: sicuramente presenti nel modello attico, erano forse non adatte al teatro plautino, che faceva grande affidamento sulla mimica facciale.
La differenza tra il dio e l'uomo era ben visibile comunque allo spettatore: all'attore che impersonava Mercurio spuntavano due ali dal cappello mentre Giove era munito di una catenella d'oro al contrario di Anfitrione (come sempre Plauto dice nel prologo). --------------------------------------------------------------------- "Proliferazione":
< Sei unica e da scomunica, sarà che non t'appartiene l'etica dei benpensanti ed offri non solo il davanti, mi manchi e non solo per come muovi i tuoi fianchi mentre ti cavalco, sei così poetica...; le diurne vesti le leverai all'imbrunire, l' esuberanza tua presagisce l' agire ed il guaire, assaporerò sguardi, doppi sensi, la malizia di ciò che pensi, e tornerò a sfiorarti, solleticarti , amarti, penetrarti, averti, possederti, t'accompagnerò nella passione per tutta la notte... finchè il cielo si incendierà, tu stringi le cosce e tienmi stretto fino a sentirlo in petto affinchè io non possa fare a meno di te ed il bicchiere della sensulità sia sempre pieno e come Giove in sembianze altrui io torni alla tua alcova, mia passionale Dimitrova. >
Mandragora
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maninblack
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: martedì 26 febbraio 2008, 9:49 |
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Iscritto il: martedì 20 aprile 2004, 7:07 Messaggi: 3843 Località: Firenze - La Habana
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starless
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 1:08 |
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| Soldier of fortune |
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Iscritto il: venerdì 22 settembre 2006, 2:56 Messaggi: 586
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maninblack ha scritto: "Per chi intraprende cose belle, é bello soffrire , qualsiasi cosa gli tocchi" La storia della filosofia è solo un grande commento a Platone. Alfred North Whitehead Quando tu riesci a non aver più un ideale, perchè osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perchè sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni - quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore - allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. Luigi Pirandello
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Menestrello Cremisi
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: venerdì 29 febbraio 2008, 1:17 |
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Iscritto il: martedì 16 marzo 2004, 0:11 Messaggi: 15051 Località: Hall of the mountain king
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maninblack ha scritto: Per chi intraprende cose belle , é bello soffrire , qualsiasi cosa gli tocchi  simile ad una frase di J Bennett usata da Fripp nella canzone "Exposure": It is impossible to achieve him without suffering
Lei danza in un cerchio di fuoco... e si sbarazza della sfida con una scrollata... http://www.myspace.com/menestrello68
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Fabio
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: giovedì 5 novembre 2009, 19:46 |
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| Moderatore |
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Iscritto il: domenica 2 novembre 2003, 12:09 Messaggi: 5935 Località: Somewhere Over The Rainbow
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vav00m
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: venerdì 6 novembre 2009, 23:26 |
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| Amministratore |
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2003, 1:16 Messaggi: 5583 Località: london
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grande 
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PurpleMely
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: sabato 7 novembre 2009, 13:42 |
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Iscritto il: venerdì 27 febbraio 2009, 12:45 Messaggi: 866
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ammetto di non averne mai letto nulla. La conoscevo ben poco. Ma oggi ne hanno trasmesso una brevissima intervista e ha pronunciato parole che io ho da sempre ritenuto verissime, da sempre mi sono appartenute:
"Io non sono mai stata felice, sono stata contenta. E' diverso. La felicità non esiste, mia cara..."
"A hidden passion, touching a spark Flame of revolution...Burning wild in your gypsy heart Your gypsy heart Anya - The spirit of freedom " http://www.myspace.com/sleepin39flamesfanspage
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PurpleMely
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: sabato 26 dicembre 2009, 16:44 |
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Iscritto il: venerdì 27 febbraio 2009, 12:45 Messaggi: 866
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"La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L'ostinazione con cui continuano a corrersi a fianco. Gli ricorda qualcosa tutto questo. Non sa cosa."
(Castelli di Rabbia. Baricco)
"A hidden passion, touching a spark Flame of revolution...Burning wild in your gypsy heart Your gypsy heart Anya - The spirit of freedom " http://www.myspace.com/sleepin39flamesfanspage
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Strange Kind of Woman
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Oggetto del messaggio: Re: poetry Inviato: lunedì 21 maggio 2012, 12:31 |
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Iscritto il: martedì 19 luglio 2011, 15:40 Messaggi: 565 Località: Alpine Valley
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L'AMORE
E' che l'amore è una parola strana: Vola troppo. Andrebbe sostituita. 'L'amore'... Non sarebbe meglio chiamarlo.....'La cosa'? Potrebbe diventare più concreto, più duraturo. ... All'inizio lei...io l'amavo. Sì, voglio dire avere quegli attimi intensissimi, che sembra lascino dei segni profondi, importanti. Ma 'La cosa' non è questo. O meglio, non è solo questo. 'La cosa' è trasformazione, percorso, crescita insieme... E' un patto di sangue stipulato tra due persone e forse, prima ancora, dal destino. 'La cosa'?...è l'amore. No, è un'altra qualità dell'amore. Una qualità che non rimpiange gli attimi perché diventa la vita. Non so se avrò mai la fortuna di farlo, questo patto di sangue. Forse ci vorrebbe un uomo. Cento volte ho provato a cambiare. A ricominciare da capo. A reincarnarmi. Ma mi sono sempre reincarnato...senza di me. Ecco, senza avere avuto una realtà, io passo evanescente tra i sogni di alcune donne che non hanno avuto la possibilità di completarmi. Ci sarà senz'altro il modo di fare....'La cosa'! Altrimenti il nostro destino è quello di essere delle scorze di uomini... Sì, degli involucri...mai delle persone. Magari dei personaggi....personaggi affascinanti, simpatici anche....mai persone. Ma se è così...l'amore non sarà mai....'materia', 'terra', 'cosa'...... Sarà sempre una parola che vola.... Una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa..... E ti rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza...
Giorgio Gaber
Probably going to be more of an extravaganza.
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