Valentz ha scritto:
Io alla psicoanalisi preferisco la sociologia. Ci sono tante cose su cui si può essere diversi, e a mio giudizio abituarsi a tollerare la diversità fin da piccoli è una buona cosa. Possono esserci dei momenti di sofferenza, ma la diversità può essere una grande ricchezza se gestita con sapienza. E se in una società esistono dei pregiudizi il problema e il punto di partenza sono questi pregiudizi, non le schermaglie o simili, che sono conseguenza dei pregiudizi.
La Psicoanalisi è, per costituzione e teoria, molto più tollerante e aperta della Sociologia, che certi fenomeni li osserva da di fuori e non dall'interno come si fa nella stanza dell'analista. La sofferenza è un'esperienza comune all'umanità, ma non bisogna confonderla con la malattia, cioè con quella forma di disagio psichico che, cronicizzandosi, diventa invasivo e pervasivo, e questo caso mi sembra emblematico. Non si tratta di pregiudizi, ma di tutelare la salute psichica di un bambino e i suoi naturali diritti a un'infazia serena. Sapendo bene che i transessuali hanno alle spalle anche delle gravi forme di disagio psichico, ritengo che prima di far diventare genitori questi soggetti si debba valutare accortamente la situazione. Alle mamme tossicodipendenti vengono tolti i figli, non si capisce perché questi invece possano tenerseli. Se invece vogliamo fare la società degli illuminati fate pure, poi quando i problemi emergeranno non venite a seccarmi l'anima.
Feel the Spirit of The Man in Black.